giovedì 29 agosto 2013


Dicono addio i colori dei tramonti. È tempo di preparare
le tre valigie – i libri, le carte, le camicie –
e non scordare quella veste rosa che ti stava così bene
anche se d'inverno non la indosserai. Io,
nei pochi giorni che ancora ci restano, riguarderò
i versi scritti in luglio e agosto,
anche se temo di non aver aggiunto niente, semmai
di avere sottratto molto, poiché da essi traspare
l'oscuro sospetto che questa estate
con le sue cicale, i suoi alberi, il mare,
coi fischi delle navi nei tramonti gloriosi,
coi barcaioli sotto i balconi al chiar di luna
e con la sua misericordia ipocrita, sarà l'ultima
.
 (G. Ritsos)

sabato 24 agosto 2013

Così eri...

"Così eri: anche sul ciglio del crepaccio 
dolcezza e orrore in una sola musica." (E. Montale)

venerdì 23 agosto 2013

Topos

"Sei venuta dal mare. Tutto accogli e scruti e respingi da te come il mare. Nel cuore hai silenzio, hai parole inghiottite. Sei buia. Per te l’alba è silenzio. Sei la camera buia cui si ripensa sempre, come il cortile antico dove s’apriva l’alba."
Cesare Pavese

sabato 17 agosto 2013

Bruno

Se muoio sopravvivimi con tanta forza pura
da svegliare la furia del pallido e del freddo
da sud a sud solleva i tuoi occhi indelebili
da sole a sole suoni la tua bocca di chitarra.
Non voglio che vacillino il tuo riso e i tuoi passi
non voglio che muoia la mia eredità di gioia
non chiamare il mio petto, sono assente.
Vivi nella mia assenza come in una casa.
E' una casa tanto grande l'assenza
che ci entrerai attraverso le pareti
e appenderai i quadri là nell'aria.
E' una casa tanto trasparente l'assenza
che senza vita io ti vedrò vivere
e se tu soffri, amore, morirò di nuovo.  (P.Neruda)

cum fligere

L'uomo reca in sé la propria condanna e la propria salvezza.
("L' angelo sterminatore" di L. Buñuel )

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/film/l/l-angelo-sterminatore-(1962)/citazione-173320>

mercoledì 14 agosto 2013

La discesa di Inanna

"Le Thriai dicono il vero se hanno potuto mangiare il miele, ma mentono e turbinano nell'aria se ne sono prive. Apollo si mostrò impaziente di sbarazzarsi di loro. Voleva cancellare ogni richiamo alle origini del suo potere sovrano. Così le donò a Hermes, dono avvelenato, con parole che le umiliavano, come se le Thriai rappresentassero le basse opere della divinazione e dovessero rimanere per sempre, con i loro dadi e le loro pietruzze, in un recinto infantile della conoscenza.[...] Così gli rimase accanto un vuoto. E si può ipotizzare che il luogo lasciato libero dalle Thriai dovesse essere, un giorno, occupato dalle Muse..." (R. Calasso)  

domenica 11 agosto 2013

materia prima

Tace la notte, riposano le strade,
in questa casa abitava il mio tesoro;
ha lasciato da molto la città,
ma la casa è sempre nello stesso posto.
C’è anche una persona, e guarda fisso in alto,
e si torce le mani per la forza del dolore,
inorridisco vedendo il suo volto -
la luna mi mostra la mia stessa figura. 
Tu sosia, tu pallido amico!
Perché scimmiotti la mia pena d’amore,
che mi ha afflitto in questo posto
per tante notti, nel tempo passato? (H. Heine) 

martedì 6 agosto 2013

Waltz

Sono così sgargianti i giorni, così chiari,
che la polvere bianca della disattenzione

copre persino le rare esili palme.

Le serpi scivolano silenziose nelle vigne,

ma alla sera il mare si fa cupo e i gabbiani

sospesi nell’aria si muovono appena,

punteggiatura di un più alto scritto.

Sulle tue labbra una goccia di vino.

Le montagne calcaree all’orizzonte si dissolvono

lente mentre una stella appare.

La notte, in piazza, un’orchestra di marinai

in uniformi bianche immacolate

suona un valzer di Šostakovic; piangono

i bimbi, come se intuissero

di cosa parla quella musica allegra.

Siamo stati rinchiusi nella scatola del mondo.

L’amore ci renderà liberi, il tempo ci ucciderà.
(A. Zagajewski)




martedì 30 luglio 2013

«È luminoso e chiaro, 
 è completa tenebra, 
 è senza nome, 
 è sconosciuto, 
 senza inizio né fine, 
 se ne sta in pace, 
 nudo, senza veste» (Eckhart) 


domenica 28 luglio 2013

chiusa

"Per te sola nacque don Chisciotte, e tu per lui; egli seppe fare e tu scrivere; voi due soli siete d'accordo ad onta e dispetto dello scrittore finto e tordesigliesco, il quale ardì o vorrà ancora ardire di scrivere con mal temperata penna di struzzo le prodezze del valoroso nostro cavaliere, il che non è peso delle sue spalle, né opera del suo agghiacciato ingegno. Lo avvertirai, o penna, se giugni per caso a conoscerlo, che lasci riposare in pace nella tomba le stanche e già guaste ossa di don Chisciotte..." (M. de Cervantes)

giovedì 25 luglio 2013

replay

"Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va" (Giovanni 3,7b-15)

martedì 23 luglio 2013



Questo è il sangue del melo e della pietra,

è il sangue del canto della tortora,


la sterminata santità del corpo.
 (G. Ritsos)

domenica 21 luglio 2013

Niente andava perduto, nemmeno un petalo cadeva
inosservato. E la mia larva adesso
non sa morire, è già terra
e non muore
sotto i piedi del bosco fatto sangue, nel bosco
azzurro che abbiamo versato dal petto mentre ci chiamavamo.
(M. G. Calandrone) 

lunedì 15 luglio 2013

Nessuno

    Può essere il vento.
    La pagina in bianco. Può essere.
    Può essere colui che viene
    cancellato dalla pioggia.
    Ora ricordo un uomo cieco
    un dolce pomeriggio a Friburgo.
    Vagava solo nella neve
    con un sorriso di beatitudine
    e un bastone tanto bianco quanto i fiocchi.
    Passò accanto a me senza vedermi.
    Io ero il suo Nessuno.
    un fantasma in quel regno luminoso.
    Può succedere che siamo
    i ciechi di Nessuno.
    Nessuno forse è il vento
    che apre le finestre con colpi senza armonia
    per farci parlare nella lingua del sogno.
    Può essere uno che lasciò
    per sempre il suo cappotto scordato
    sulla gruccia del caffè,
    un cappotto come una bandiera del vuoto
    che scompare un giorno, come il suo padrone.
    Può essere colui che non è mai stato.
    colui che non sarà mai,
    colui che si stancò di essere stato.
    Forse sarà nel paese degli scomparsi
    l'unico apparso che chiamiamo fantasma,
    quello che fa scricchiolare
    le scale nella notte
    o fa cadere un tegame in cucina,
    quello che sposta le posate
    che poi non troviamo più,
    il ladro delle lontananze.
    Può essere il viaggiatore di se stesso,
    il nomade di se stesso.
    Ha fatto diversi mestieri fuori tempo:
    trascina carte nella via solitaria,
    porta giornali arretrati
    da una parte all'altra della città,
    porta un odore da fuori le mura nel suo centro,
    strappa le locandine del cinema di ieri,
    fa partire i treni
    soltanto con il suono di una campana.
    Può essere il vento.
    La pagina in bianco. Può essere. (J. M. Roca)