giovedì 13 dicembre 2012

Per questo


 
Se ho teso la mano ai tuoi versi(l’ho fatto)
come a lettere dei morti che ridestano l’animo
  da rabdomante cercato la tua fonte
  per abbeverare la mia sete
  scavato nel mio concime scheletri e petali
che per te dovevano riflettere la luce:
  – al lavoro nel mio sotterraneo mangiato dai vermi
roso dai tarli senza patria
ho una scusa?

  Se ho sfiorato il tuo dito
con lingua affamata
leccato dal tuo palmo una crepa di sale
  se ti ho sognato o pensato

sacca di sangue appena estratto
appeso rossoscuro a un gancio
  piú in alto del mio cuore
(tu che comprendi la trasfusione)
a cos’altro dovrei rivolgermi?

  Una luce-spia brilla fioca
mentre i fuochi del gas dormono
(un gatto esce in punta di zampa dai fornelli
  al gelo notturno)
il linguaggio raro e agile come la verità
scioglie il silenzio piú radicale

  L’etica del custode di un faro:
cura di tutti o di nessuno
per questo si può pure dare fuoco ai mobili
  Un questo contro cui abbiamo sbattuto
come se la luce potesse essere spenta a estro
il salvataggio negato ad alcuni

  e rimanere un faro
(A. Rich)
 

mercoledì 5 dicembre 2012

oblio







Oblio, oblio, oblio
una scia d’oblio,
pietosa, aspettava
sui suoi fianchi delicatissimi,
dolce sudario
bordato dalla rugiada carnale
che alimentò l’ora
estrema
della mia carne,
solco dell’invisibile
che attraversò il cuore. 
                         (C. Janés)



martedì 4 dicembre 2012

18.25'

   «Sappiate che la posta di ogni mio gioco sono sempre stata io stessa: fino all’ immortalità della mia anima. E ho perso sempre io (M.I. Cvetaeva)

12.53'

...Ovunque tu sia ora, nella mia testa mi fissi 
con uno sguardo, standotene qui mentre la luce fresca della sera 
  si dissolve nella terra. Sbaglio la tua bocca
ma sorride lo stesso... 
(C.A. Duffy)

sabato 1 dicembre 2012

fiore

  
"...potemmo toccarle con le mani quelle rose stupende, potemmo finalmente inebriarci del loro destino di fiori, oh, fu quello il tempo in cui tutte le nostre inquietudini segrete disparvero, perchè finalmente eravamo vicini a Dio, e la nostra sofferenza era arrivata fino al fiore, e era diventata fiore essa stessa. Dio!...E per ore, inginocchiata a terra stetti a bere di quella sostanza vitale, senza peraltro fiatare, senza dire a nessuno che avevo incontrato un nuovo tipo di morte...Non avrei potuto scrivere in quel momento nulla che riguardasse i fiori perchè io stessa ero diventata un fiore, io stessa avevo un gambo e una linfa"  (A.Merini)

giovedì 29 novembre 2012

tulipani

Che giorno è
E’ tutti i giorni
Amica mia
E’ tutta la vita
Amore mio
Noi ci amiamo noi viviamo
Noi viviamo noi ci amiamo
E non sappiamo cosa sia la vita
Cosa sia il giorno
E non sappiamo cosa sia l’amore
                                                                 J. Prévert

sabato 24 novembre 2012

Ingmar


Tu sai del mio essere
donna che ti segue e 
vede  oltre
e prima di te guarda il mistero.

Del mio latte profumato di fragole
che hai bevuto al tavolo
dell’umano gioco,
dell’esserti compagna
e strega innocente  che s’incarna del diavolo
e  femmina scaltra che  ti è puttana.
Del mio attenderti fino all’ora della falce, io sola, accanto al nostro fuoco.
Tu sai.


Tu sai di questa città sotto le luci
                                    che cambia mentre si fa notte
E sai che sono ancòra,
pur stremata dai millenni che la tua penna
ah sì, la tua penna mi ha iniettato nelle vene.
Perché tu sai del mio grembo,
che resiste e mi è fedele.

Tu solo sai
che in questa città sotto le luci
in queste strade che mi vedono ebbra
               rotola il film che mi regalò il tuo amore.  (M. P.)
 

venerdì 23 novembre 2012

improvisation

 

Vidi i due mondi
disegnati sulla sua fronte:
due enigmi
che si aprivano
in oscure valli melodiose.
L'ignoto rubò il mio cuore. (C. Janés)