
sabato 11 gennaio 2014
domenica 5 gennaio 2014
sabato 4 gennaio 2014
risveglio
"Non ricordo un libro di quelli che ho letto, a tal punto le mie letture erano state...provocazioni di sogni" (F. Pessoa)
lunedì 30 dicembre 2013
domenica 29 dicembre 2013
ragnatela
"Dove si colloca la nostra immagine? Soltanto nella memoria di coloro che ci circondano? Oppure il carattere rimane negli oggetti accumulati, negli attrezzi che sono stati usati, nei luoghi che sono stati abitati? [...] . La dipartita del loro compagno vivente ha trasferito in essi parte di questa vita, promuovendoli dalla sfera privata alla sfera del sacro " (J. Hillman)
venerdì 13 dicembre 2013
étrangere
Sfiorerò i tuoi sogni
e te che sogni per sognare
dalle dita note di silenzio
compongono gli assiuoli dell'anima.
Erro nuovamente e piena
nel timido bagliore della vita.
E t'amo d'un amore
incognito ai tuoi occhi.
Errare...(m.p.)
.
e te che sogni per sognare
dalle dita note di silenzio
compongono gli assiuoli dell'anima.
Erro nuovamente e piena
nel timido bagliore della vita.
E t'amo d'un amore
incognito ai tuoi occhi.
Errare...(m.p.)
.
martedì 10 dicembre 2013
desbaratar
“Tutto ciò che di noi si può immaginare è realmente possibile, ancorché non sia vero per noi. Che per noi non sia vero, gli altri se ne ridono. È vero per loro. Tanto vero, che può anche capitare che gli altri, se non vi tenete forte alla realtà che per vostro conto vi siete data, possono indurvi a riconoscere che più vera della vostra stessa realtà è quella che vi danno loro.” ( L. Pirandello)
giovedì 5 dicembre 2013
domenica 1 dicembre 2013
Io ti sognai una sera...
Donna, fatta di tutte le mie finzioni riunite,
hai vibrato nei miei nervi come una maestà,
piangendo nei sentieri dell'illusione perduta
ho sentito il contatto della tua ignota beltà.
Avvizziti i miei sogni e le mie folli chimere
ti ho forgiata a pezzi celesti e carnali,
come una resurrezione, come una primavera
nella selva di tanti stupidi ideali...
Ho sognato la tua carne divina e profumata,
in mezzo a un morboso torturare del mio essere;
e anche se imprecisa, so come sei, amata,
finzione fatta maestà in carne di donna...
Io ti cerco negli occhi di tutte le donne,
ti cerco però mai ho potuto incontrarti,
e c'è nel disincanto, l'incanto che sei
o che sarai più bella di una donna volgare.
Ti sentiranno i miei sogni eternamente mia,
spuntare dalla bruma di tutte le mie tristezze,
come germinatrice di rare allegrie
che ravviveran la fiamma della tua ignota bellezza. (P. Neruda)
hai vibrato nei miei nervi come una maestà,
piangendo nei sentieri dell'illusione perduta
ho sentito il contatto della tua ignota beltà.
Avvizziti i miei sogni e le mie folli chimere
ti ho forgiata a pezzi celesti e carnali,
come una resurrezione, come una primavera
nella selva di tanti stupidi ideali...
Ho sognato la tua carne divina e profumata,
in mezzo a un morboso torturare del mio essere;
e anche se imprecisa, so come sei, amata,
finzione fatta maestà in carne di donna...
Io ti cerco negli occhi di tutte le donne,
ti cerco però mai ho potuto incontrarti,
e c'è nel disincanto, l'incanto che sei
o che sarai più bella di una donna volgare.
Ti sentiranno i miei sogni eternamente mia,
spuntare dalla bruma di tutte le mie tristezze,
come germinatrice di rare allegrie
che ravviveran la fiamma della tua ignota bellezza. (P. Neruda)
mercoledì 27 novembre 2013
data in avanti
La casa è un corpo;
è il tuo corpo, e allo stesso tempo il mio. Tento di camminare
e i lenzuoli mi si trascinano dietro come dopo l’amore; tento
di posare
un bicchiere, un piatto sul tavolo; – dalle mie dita
pende quella catenina familiare con la tua crocetta (quella
che dicono ti abbia regalato la Dea), quella
che ti pendeva sul petto, che sprigionava un alito leggero dal
tepore della tua carne; (sí, te l’ho rubata io). (G. Ritsos)
è il tuo corpo, e allo stesso tempo il mio. Tento di camminare
e i lenzuoli mi si trascinano dietro come dopo l’amore; tento
di posare
un bicchiere, un piatto sul tavolo; – dalle mie dita
pende quella catenina familiare con la tua crocetta (quella
che dicono ti abbia regalato la Dea), quella
che ti pendeva sul petto, che sprigionava un alito leggero dal
tepore della tua carne; (sí, te l’ho rubata io). (G. Ritsos)
domenica 24 novembre 2013
visioni diverse
“Chi è nato e cresciuto sul mare e poi vive in entroterra è un po’ più sordo degli altri. Una parte dell’orecchio è fissata a un suono mancante. E’ un po’ più cieco degli altri. Il tratto d’orizzonte dove il suolo improvvisamente smette in faccia all’immensità, è stato definitivamente assegnato a una porzione di pupilla che non può più essere riconvertita ad altra messa a fuoco che non sia quella chiamata in gergo “infinito”. Ho dato spalle al mare. Ho estratto dalla pazienza del corpo l’ultima delle sue prontezze, scalare rocce. Ho messo le mani su nobili sommità alpine, ma il più intenso tenersi ad appigli lo assaggio sulle falesie a mare. Là il mare è alle spalle, ma soprattutto sta sotto i piedi e dondola e ringhia e non placa ma aizza l’abisso salito.” E. De Luca -
giovedì 21 novembre 2013
nuvola
(R. Magritte)
lunedì 18 novembre 2013
fianco
«L'anima di una donna è anche nel fianco,
nello scatto con cui accenna e si ritrae:
altri fida nel gesto della mano
che lo rivela uomo [...]
Andiamo dove vuoi: spazio del gioco
è il fianco che contiene già il guizzare
del nuovo nato, e niente è più sicuro». (D. Piccini)
nello scatto con cui accenna e si ritrae:
altri fida nel gesto della mano
che lo rivela uomo [...]
Andiamo dove vuoi: spazio del gioco
è il fianco che contiene già il guizzare
del nuovo nato, e niente è più sicuro». (D. Piccini)
martedì 12 novembre 2013
sabato 9 novembre 2013
martedì 5 novembre 2013
Non qui, non ora. Ma con te non posso lottare.
Resta, allora, senso del tempo, che dandomi la misura
del passare
pronta mi fai a partire dove non arriverò.
Nei vapori mattutini riavvia la ruota Atene e sono anch'io
nel coro di voci e rumori a contrastare il coro improvviso
di antichissime cicale che grideranno
ancora insieme qui, solo loro...
Resta, allora, senso del tempo, che dandomi la misura
pronta mi fai a partire dove non arriverò.
Nei vapori mattutini riavvia la ruota Atene e sono anch'io
nel coro di voci e rumori a contrastare il coro improvviso
di antichissime cicale che grideranno
Ma impigliata negli sterpi, la ciocca del dio
che ci corre nelle vene di dormienti inquieti che aspettano
di risalire per le giovani linfe che spargemmo
nella tua dura luce, nostro umano passare.(I. Vallerugo)
venerdì 1 novembre 2013
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