domenica 1 dicembre 2013

Io ti sognai una sera...

Donna, fatta di tutte le mie finzioni riunite,
hai vibrato nei miei nervi come una maestà,
piangendo nei sentieri dell'illusione perduta

ho sentito il contatto della tua ignota beltà.

Avvizziti i miei sogni e le mie folli chimere
ti ho forgiata a pezzi celesti e carnali,
come una resurrezione, come una primavera
nella selva di tanti stupidi ideali...

Ho sognato la tua carne divina e profumata,
in mezzo a un morboso torturare del mio essere;
e anche se imprecisa, so come sei, amata,
finzione fatta maestà in carne di donna...

Io ti cerco negli occhi di tutte le donne,
ti cerco però mai ho potuto incontrarti,
e c'è nel disincanto, l'incanto che sei
o che sarai più bella di una donna volgare.

Ti sentiranno i miei sogni eternamente mia,
spuntare dalla bruma di tutte le mie tristezze,
come germinatrice di rare allegrie
che ravviveran la fiamma della tua ignota bellezza. (
P. Neruda)

mercoledì 27 novembre 2013

data in avanti

La casa è un corpo;
è il tuo corpo, e allo stesso tempo il mio. Tento di camminare
e i lenzuoli mi si trascinano dietro come dopo l’amore; tento
di posare
un bicchiere, un piatto sul tavolo; – dalle mie dita

pende quella catenina familiare con la tua crocetta (quella
che dicono ti abbia regalato la Dea), quella
che ti pendeva sul petto, che sprigionava un alito leggero dal
tepore della tua carne; (sí, te l’ho rubata io).
 (G. Ritsos)

domenica 24 novembre 2013

visioni diverse

“Chi è nato e cresciuto sul mare e poi vive in entroterra è un po’ più sordo degli altri. Una parte dell’orecchio è fissata a un suono mancante. E’ un po’ più cieco degli altri. Il tratto d’orizzonte dove il suolo improvvisamente smette in faccia all’immensità, è stato definitivamente assegnato a una porzione di pupilla che non può più essere riconvertita ad altra messa a fuoco che non sia quella chiamata in gergo “infinito”. Ho dato spalle al mare. Ho estratto dalla pazienza del corpo l’ultima delle sue prontezze, scalare rocce. Ho messo le mani su nobili sommità alpine, ma il più intenso tenersi ad appigli lo assaggio sulle falesie a mare. Là il mare è alle spalle, ma soprattutto sta sotto i piedi e dondola e ringhia e non placa ma aizza l’abisso salito.” E. De Luca - 

giovedì 21 novembre 2013

nuvola


"Non credo che l'uomo decida nulla, né il futuro né il presente dell'umanità. Penso che noi siamo responsabili dell'universo, ma questo non significa che decidiamo qualcosa"
(R. Magritte)

lunedì 18 novembre 2013

fianco

 «L'anima di una donna è anche nel fianco,
 nello scatto con cui accenna e si ritrae:
 altri fida nel gesto della mano
 che lo rivela uomo [...]
 Andiamo dove vuoi: spazio del gioco
 è il fianco che contiene già il guizzare
 del nuovo nato, e niente è più sicuro». (D. Piccini)

martedì 12 novembre 2013

jointure

                                                            

sabato 9 novembre 2013

Non è che il mondo
sia più sicuro –

eppure, nell’oscurità, ti
addormenti al mio fianco, e quando
ti desti, la giornata inizia con
te; stupita e irrequieta,
come un primo mattino...
(M. Dorcey)

Aretusa


martedì 5 novembre 2013

                                                                                  

Non qui, non ora. Ma con te non posso lottare.
Resta, allora, senso del tempo, che dandomi la misura
del passare
pronta mi fai a partire dove non arriverò.
Nei vapori mattutini riavvia la ruota Atene e sono anch'io
nel coro di voci e rumori a contrastare il coro improvviso
di antichissime cicale che grideranno
ancora insieme qui, solo loro...

Ma impigliata negli sterpi, la ciocca del dio
che ci corre nelle vene di dormienti inquieti che aspettano
di risalire per le giovani linfe che spargemmo

nella tua dura luce, nostro umano passare.(I. Vallerugo)

domenica 3 novembre 2013

venerdì 1 novembre 2013



                                                                                   

domenica 27 ottobre 2013

abbraccio (ἔνδον Μορϕεύς)

Solo un giorno perfetto
Mi hai fatto dimenticare me stesso
Pensavo di essere qualcun altro, 
qualcuno valido...


giovedì 24 ottobre 2013

hidalgo

Ogni tanto scrivendo m' interrompo e vado alla finestra. Il cielo è vuoto, e a noi vecchi d' Ombrosa, abituati a vivere sotto quelle verdi cupole fa male agli occhi guardarlo. Si direbbe che gli alberi non hanno retto, dopo che mio fratello se n' è andato, o che gli uomini sono stati presi dalla furia della scure...
 Ombrosa non c' è più. Guardando il cielo sgombro, mi domando se davvero è esistita. Quel frastaglio di rami e  foglie,  biforcazioni, lobi, spiumii, minuto e senza fine, e il cielo solo a sprazzi irregolari e ritagli, forse c' era solo perché ci passasse mio fratello col suo leggero passo di codibugnolo, era un ricamo fatto sul nulla che assomiglia a questo filo d' inchiostro, come l' ho lasciato correre per  pagine e pagine, zeppo di cancellature, di rimandi, di sgorbi nervosi, di macchie, di lacune, che a momenti si sgrana in grossi acini chiari, a momenti si infittisce in semi minuscoli come semi puntiformi, ora si ritorce su se stesso, ora si biforca, ora collega grumi di frasi con contorni di foglie e di nuvole, poi s' intoppa, e poi ripiglia ad attorcigliarsi, e corre corre e si si dipana e avvolge un ultimo grappolo insensato di parole idee sogni ed è finito. " ( I. Calvino) 

lunedì 21 ottobre 2013

"La penna è la lingua dell'anima"

Il Funambolo splendeva tutto camminando sulla sua fune, sotto la luna, con una superba destrezza che  dissimulava il rischio e la fatica, e perfino il travaglio dell’arte. (G. Ritsos)

domenica 20 ottobre 2013

Ti cinge, circolare, la poesia:
in circoli concentrici t’accerchia
il corpo coricato sulla sabbia.
Come un’altra ape in cerca d’altro miele,
trascurati gli aromi del giardino,
il corpo t’accarezza la poesia.
(J. Saramago)

venerdì 18 ottobre 2013

in canto



   "Chi ama la luna davvero non si accontenta di contemplarla come un'immagine convenzionale, vuole entrare in un rapporto più stretto con lei, vuole vedere di più nella luna, vuole che la luna dica di più..." (I. Calvino)

lunedì 14 ottobre 2013

Musique De Nuit


  
  Tutto cambia nell'universo se in qualche luogo, non si sa dove,
 una pecora che non conosciamo ha, sì o no, mangiato una rosa
                                                                                                                                               ( A. de Saint-Exupéry)

lunedì 7 ottobre 2013

helianthus

Ogni poeta è un sacerdote e sopporta pene indicibili per regalare la propria parola agli altri.
‘E’ un improbo recupero di forze per avvertire un po' di eternità’. (A. Merini)