venerdì 4 ottobre 2013
giovedì 3 ottobre 2013
Un marinaio ha lasciato il mareil suo battello ha lasciato il porto
e il re ha lasciato la regina
un avaro ha lasciato il suo oro
... et voilà
una vedova che lascia il suo lutto
una pazza che lascia il manicomio
e il tuo sorriso che lascia le mie labbra
... et voilà
Tu mi lascerai
tu mi lascerai
tu mi lascerai
tu tornerai a me
tu mi sposerai
tu mi sposerai
Il coltello sposa la piaga
l'arcobaleno sposa la pioggia
il sorriso sposa le lacrime
le carezze sposano le minacce
... et voilà
E il fuoco sposa il ghiaccio
e la morte sposa la vita
come la vita sposa l'amore
Tu mi sposerai
tu mi sposerai
tu mi sposerai. (J. Prévert)
martedì 1 ottobre 2013
giovedì 26 settembre 2013
...E anche avere ricordi non basta.
Si deve poterli dimenticare, quando sono molti,
e si deve avere la grande pazienza di aspettare che ritornino.
Poiché i ricordi di per se stessi ancora non sono.
Solo quando divengono in noi sangue, sguardo e gesto,
senza nome e non più scindibili da noi,
solo allora può darsi che in una rarissima ora
sorga nel loro centro e ne esca la prima parola di un verso.(R. M. Rilke)
mercoledì 25 settembre 2013
E il nostro impeto e il riso trionfale e il rapido
vestirsi nel mezzo della notte per salire le scale di pietra
della città alta.
Il respiro trattenuto per la meraviglia e il silenzio, la
porosità
dei massi consunti e le porte della cattedrale.
E piú tardi guardare giú dal ponte i frutteti quando
sotto la luna ogni albero sta sul suo inginocchiatoio,
e nel buio dal cuore segreto dei pioppi bussa l’eco
della turbina ad acqua. (Czasław Miłosz)
vestirsi nel mezzo della notte per salire le scale di pietra
della città alta.
Il respiro trattenuto per la meraviglia e il silenzio, la
porosità
dei massi consunti e le porte della cattedrale.
E piú tardi guardare giú dal ponte i frutteti quando
sotto la luna ogni albero sta sul suo inginocchiatoio,
e nel buio dal cuore segreto dei pioppi bussa l’eco
della turbina ad acqua. (Czasław Miłosz)
sabato 21 settembre 2013
dance
-
"Il colibrì non è un uccello come tutti gli altri, ha un ritmo cardiaco di 1200 battiti al minuto. Le sue ali sbattono ottanta volte al secondo. Se gli impedisci di sbattere le ali... lui muore in meno di dieci secondi. Questo non è un uccello qualunque. Questo è una specie di miracolo. Hanno rallentato le sue ali col cinematografo e sapete cos' hanno visto? Che le punte delle ali fanno così. E che cosa rappresenta il numero 8 come simbolo matematico? L'infinito!" ("Il curioso caso di Benjamin Button")
"Il colibrì non è un uccello come tutti gli altri, ha un ritmo cardiaco di 1200 battiti al minuto. Le sue ali sbattono ottanta volte al secondo. Se gli impedisci di sbattere le ali... lui muore in meno di dieci secondi. Questo non è un uccello qualunque. Questo è una specie di miracolo. Hanno rallentato le sue ali col cinematografo e sapete cos' hanno visto? Che le punte delle ali fanno così. E che cosa rappresenta il numero 8 come simbolo matematico? L'infinito!" ("Il curioso caso di Benjamin Button")
venerdì 20 settembre 2013
sabato 14 settembre 2013
Se l'ironia è l'ultimo luogo libero, vuol dire che tutto è sbarre e manette. L'ironia ( purché illimitata: il difficile è non porsi dei limiti, averne abbastanza da spargerla su tutto a partire da se stessi) consente di evitare tutte la sbarre invisibili di questa colossale Rebibbia elettronica che è il Mondo che stiamo illustrando con la nostra indispensabile presenza.Si vende a un prezzo alto, l'ironia totale, ma rende il doppio, il triplo... Con l'ironia per sistema di vita (e di scrittura, quando si scrive) si è salvi sempre; capìti, invece, poco, pochissimo: ma importa molto di più salvarsi che essere capìti. L' ironia è una specie di malinconica Stella della Redenzione... Qualunque cosa faccia, chi ce l'abbia per scudo interno ed esterno, non potrà mai perdersi. Avrà le mani libere in tutto, eccetto che per fare del male. (G. Ceronetti)
giovedì 12 settembre 2013
giovedì 5 settembre 2013
lunedì 2 settembre 2013
venerdì 30 agosto 2013
giovedì 29 agosto 2013
Dicono addio i colori dei tramonti. È tempo di preparare
le tre valigie – i libri, le carte, le camicie –
e non scordare quella veste rosa che ti stava così bene
anche se d'inverno non la indosserai. Io,
nei pochi giorni che ancora ci restano, riguarderò
i versi scritti in luglio e agosto,
anche se temo di non aver aggiunto niente, semmai
di avere sottratto molto, poiché da essi traspare
l'oscuro sospetto che questa estate
con le sue cicale, i suoi alberi, il mare,
coi fischi delle navi nei tramonti gloriosi,
coi barcaioli sotto i balconi al chiar di luna
e con la sua misericordia ipocrita, sarà l'ultima. (G. Ritsos)
sabato 24 agosto 2013
venerdì 23 agosto 2013
Topos
"Sei venuta dal mare. Tutto accogli e scruti e respingi da te come il mare. Nel cuore hai silenzio, hai parole inghiottite. Sei buia. Per te l’alba è silenzio. Sei la camera buia cui si ripensa sempre, come il cortile antico dove s’apriva l’alba."
Cesare Pavese
sabato 17 agosto 2013
Bruno
da svegliare la furia del pallido e del freddo
da sud a sud solleva i tuoi occhi indelebili
da sole a sole suoni la tua bocca di chitarra.
Non voglio che vacillino il tuo riso e i tuoi passi
non voglio che muoia la mia eredità di gioia
non chiamare il mio petto, sono assente.
Vivi nella mia assenza come in una casa.
E' una casa tanto grande l'assenza
che ci entrerai attraverso le pareti
e appenderai i quadri là nell'aria.
E' una casa tanto trasparente l'assenza
che senza vita io ti vedrò vivere
e se tu soffri, amore, morirò di nuovo. (P.Neruda)
cum fligere
L'uomo reca in sé la propria condanna e la propria salvezza.
("L' angelo sterminatore" di L. Buñuel )
mercoledì 14 agosto 2013
La discesa di Inanna
"Le Thriai dicono il vero se hanno potuto mangiare il miele, ma mentono e turbinano nell'aria se ne sono prive. Apollo si mostrò impaziente di sbarazzarsi di loro. Voleva cancellare ogni richiamo alle origini del suo potere sovrano. Così le donò a Hermes, dono avvelenato, con parole che le umiliavano, come se le Thriai rappresentassero le basse opere della divinazione e dovessero rimanere per sempre, con i loro dadi e le loro pietruzze, in un recinto infantile della conoscenza.[...] Così gli rimase accanto un vuoto. E si può ipotizzare che il luogo lasciato libero dalle Thriai dovesse essere, un giorno, occupato dalle Muse..." (R. Calasso)
domenica 11 agosto 2013
materia prima
Tace la notte, riposano le strade,
in questa casa abitava il mio tesoro;
ha lasciato da molto la città,
ma la casa è sempre nello stesso posto.
in questa casa abitava il mio tesoro;
ha lasciato da molto la città,
ma la casa è sempre nello stesso posto.
C’è anche una persona, e guarda fisso in alto,
e si torce le mani per la forza del dolore,
inorridisco vedendo il suo volto -
la luna mi mostra la mia stessa figura.
e si torce le mani per la forza del dolore,
inorridisco vedendo il suo volto -
la luna mi mostra la mia stessa figura.
Tu sosia, tu pallido amico!
Perché scimmiotti la mia pena d’amore,
che mi ha afflitto in questo posto
per tante notti, nel tempo passato? (H. Heine)
Perché scimmiotti la mia pena d’amore,
che mi ha afflitto in questo posto
martedì 6 agosto 2013
Waltz
Sono così sgargianti i giorni, così chiari,
che la polvere bianca della disattenzione
copre persino le rare esili palme.
Le serpi scivolano silenziose nelle vigne,
ma alla sera il mare si fa cupo e i gabbiani
sospesi nell’aria si muovono appena,
punteggiatura di un più alto scritto.
Sulle tue labbra una goccia di vino.
Le montagne calcaree all’orizzonte si dissolvono
lente mentre una stella appare.
La notte, in piazza, un’orchestra di marinai
in uniformi bianche immacolate
suona un valzer di Šostakovic; piangono
i bimbi, come se intuissero
di cosa parla quella musica allegra.
Siamo stati rinchiusi nella scatola del mondo.
L’amore ci renderà liberi, il tempo ci ucciderà. (A. Zagajewski)
che la polvere bianca della disattenzione
copre persino le rare esili palme.
Le serpi scivolano silenziose nelle vigne,
ma alla sera il mare si fa cupo e i gabbiani
sospesi nell’aria si muovono appena,
punteggiatura di un più alto scritto.
Sulle tue labbra una goccia di vino.
Le montagne calcaree all’orizzonte si dissolvono
lente mentre una stella appare.
La notte, in piazza, un’orchestra di marinai
in uniformi bianche immacolate
suona un valzer di Šostakovic; piangono
i bimbi, come se intuissero
di cosa parla quella musica allegra.
Siamo stati rinchiusi nella scatola del mondo.
L’amore ci renderà liberi, il tempo ci ucciderà. (A. Zagajewski)
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