sabato 20 aprile 2013

detail 25


Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene. 
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l’eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde. 
                                        ( K. Gibran)

sabato 13 aprile 2013

detail 23


           
 Viene
 la brina
 a disciogliere
 l’ultimo raggio del sole insidioso!

 Accarezza le caviglie
 il frullo notturno,
 tace il passero, memoria della prossima luce.

 Un grillo ridonda il suo verso
 e culla
 e vigila
 e vigila
 e culla
 e culla
 ….
 ridonda
 mai stanco
 mai
      un brivido caldo scorre le reni … (m. p.)


mercoledì 10 aprile 2013




Dalla soglia di un sogno mi chiamarono…
Era la buona voce, amata voce.
- Dimmi: verrai con me a vedere l’anima?…
Una carezza mi raggiunse il cuore...
                                                                     Machado

sabato 6 aprile 2013

detail 20


A te ritorno, mare, al gusto forte
del sale che mi porta in bocca il vento,
al tuo chiarore, a questa sorte
che mi fu data di scordar la morte
pure sapendo che la vita è un niente.
A te ritorno, mare, corpo disteso,
al tuo poter di pace e di tormenta,
al clamor di dio incatenato,
di terra femminile circondato,
schiavo della tua stessa libertà. (
J. Saramago)
 

venerdì 5 aprile 2013



  Ascolta 
 come mi batte forte il tuo cuore.(W. Szymborska)

lunedì 1 aprile 2013

 Retrocedeva la mia rossa violenza elementare.
 Il sesso a fior di cuore, la via dell’estasi tra le cosce.
 La mia violenza di venti rossi e di venti neri.
 Le feste autentiche hanno luogo
 nel  corpo e nei sogni. (A. Pizarnik)

giovedì 28 marzo 2013

grido

 Guarda
 dalla nostra fredda croce

la mia misera offerta.

Accettala,
ti chiedo
ancòra,
tu che volesti
            seguire il mio ispido sentiero.
Tu che sai
dell’umano amore
e del pianto
del tuo Caino. (m.p.)

mercoledì 27 marzo 2013

omaggio


I pittori giapponesi non gettano i pennelli che hano usato: li seppelliscono.

mercoledì 20 marzo 2013

  

La musica dovrebbe essere solo lo straripare di un grande silenzio.                                                                                       (M. Yourcenar)

domenica 17 marzo 2013



 


Soave come il pericolo attraversasti un giorno
con la tua mano impossibile la fragile mezzanotte

e la tua mano valeva la mia vita, e molte vite

e le tue labbra quasi mute dicevano cos’era il pensiero.

Passai una notte incollato a te come un albero di vita

perché eri soave come il pericolo

come il pericolo di vivere di nuovo.(L.M. Panero)

sabato 16 marzo 2013


 Quelle sostanze che, incontrandosi, subito si compenetrano e si influenzano reciprocamente, le chiamiamo affini. Nel caso degli alcali e dei sali, che, seppur opposti, e forse proprio perché opposti, si cercano e si associano col massimo vigore, modificandosi e formando insieme un nuovo corpo, questa affinità è palese. […] Bisogna vedere in azione davanti ai propri occhi queste sostanze all’apparenza inerti, e tuttavia intimamente sempre disposte, ed osservare con partecipazione il loro cercarsi, attirarsi, distruggersi, divorarsi, consumarsi, e poi il loro riemergere dalla più intima congiunzione in forma mutata, nuova, inattesa.                                                                                                                                     ( Goethe)

giovedì 14 marzo 2013

detail 14


Non chiedere all'uomo di vivere in eterno.
Non può... c'è la morte!
(J. Prévert)

detail 13

Resta, al sommo di tutto, questa capacità di tenerezza
Questa perfetta intimità con il silenzio
Resta questa voce intima che chiede perdono di tutto:
- Pietà! perché essi non hanno colpa d'esser nati...

Resta quest'antico rispetto per la notte, questo parlar fioco
Questa mano che tasta prima di stringere, questo timore
Di ferire toccando, questa forte mano d'uomo
Piena di dolcezza verso tutto ciò che esiste.

Resta quest'immobilità, questa economia di gesti
Quest'inerzia ogni volta maggiore di fronte all'infinito
Questa balbuzie infantile di chi vuol esprimere l'inesprimibile... (V. de Moraes)