sabato 6 aprile 2013

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A te ritorno, mare, al gusto forte
del sale che mi porta in bocca il vento,
al tuo chiarore, a questa sorte
che mi fu data di scordar la morte
pure sapendo che la vita è un niente.
A te ritorno, mare, corpo disteso,
al tuo poter di pace e di tormenta,
al clamor di dio incatenato,
di terra femminile circondato,
schiavo della tua stessa libertà. (
J. Saramago)
 

venerdì 5 aprile 2013



  Ascolta 
 come mi batte forte il tuo cuore.(W. Szymborska)

lunedì 1 aprile 2013

 Retrocedeva la mia rossa violenza elementare.
 Il sesso a fior di cuore, la via dell’estasi tra le cosce.
 La mia violenza di venti rossi e di venti neri.
 Le feste autentiche hanno luogo
 nel  corpo e nei sogni. (A. Pizarnik)

giovedì 28 marzo 2013

grido

 Guarda
 dalla nostra fredda croce

la mia misera offerta.

Accettala,
ti chiedo
ancòra,
tu che volesti
            seguire il mio ispido sentiero.
Tu che sai
dell’umano amore
e del pianto
del tuo Caino. (m.p.)

mercoledì 27 marzo 2013

omaggio


I pittori giapponesi non gettano i pennelli che hano usato: li seppelliscono.

mercoledì 20 marzo 2013

  

La musica dovrebbe essere solo lo straripare di un grande silenzio.                                                                                       (M. Yourcenar)

domenica 17 marzo 2013



 


Soave come il pericolo attraversasti un giorno
con la tua mano impossibile la fragile mezzanotte

e la tua mano valeva la mia vita, e molte vite

e le tue labbra quasi mute dicevano cos’era il pensiero.

Passai una notte incollato a te come un albero di vita

perché eri soave come il pericolo

come il pericolo di vivere di nuovo.(L.M. Panero)

sabato 16 marzo 2013


 Quelle sostanze che, incontrandosi, subito si compenetrano e si influenzano reciprocamente, le chiamiamo affini. Nel caso degli alcali e dei sali, che, seppur opposti, e forse proprio perché opposti, si cercano e si associano col massimo vigore, modificandosi e formando insieme un nuovo corpo, questa affinità è palese. […] Bisogna vedere in azione davanti ai propri occhi queste sostanze all’apparenza inerti, e tuttavia intimamente sempre disposte, ed osservare con partecipazione il loro cercarsi, attirarsi, distruggersi, divorarsi, consumarsi, e poi il loro riemergere dalla più intima congiunzione in forma mutata, nuova, inattesa.                                                                                                                                     ( Goethe)

giovedì 14 marzo 2013

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Non chiedere all'uomo di vivere in eterno.
Non può... c'è la morte!
(J. Prévert)

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Resta, al sommo di tutto, questa capacità di tenerezza
Questa perfetta intimità con il silenzio
Resta questa voce intima che chiede perdono di tutto:
- Pietà! perché essi non hanno colpa d'esser nati...

Resta quest'antico rispetto per la notte, questo parlar fioco
Questa mano che tasta prima di stringere, questo timore
Di ferire toccando, questa forte mano d'uomo
Piena di dolcezza verso tutto ciò che esiste.

Resta quest'immobilità, questa economia di gesti
Quest'inerzia ogni volta maggiore di fronte all'infinito
Questa balbuzie infantile di chi vuol esprimere l'inesprimibile... (V. de Moraes)

 

martedì 12 marzo 2013

 L’alba vinceva l’ora mattutina
 che fuggia innanzi, sì che di lontano 

 conobbi il tremolar de la marina.                         

 
Noi andavam per lo solingo piano 
com’om che torna a la perduta strada,

che ‘nfino ad essa li pare ire in vano (Dante, Purgatorio Canto I)     

lunedì 11 marzo 2013

 
Tutti siamo costretti dentro luoghi senza prove
dell’esistenza,  nuda, della morte.
Del resto io non vorrei nemmeno la condanna
che abbiamo imposto a Dio, cercandolo:
il suo esistere per sempre, avere sempre su di noi
aperti gli occhi vigili, vedere tutto, l’irreparabile,
sapere tutto del disastro che da qui va dentro,
nel suo cielo e non poterlo dire
è la sua prigione, senza fine mai.(M. De Santis)
 



demoni e meraviglie...

                                                                               



Demoni e meraviglie
Venti e maree
Lontano di già si e’ ritirato il mare
E tu
Come alga dolcemente accarezzata dal vento
Nella sabbia del tuo letto ti agiti sognando
Demoni e meraviglie
Venti e maree
Lontano di già si e’ ritirato il mare
Ma nei tuoi occhi socchiusi
Due piccole onde son rimaste
Demoni e meraviglie
Venti e maree
Due piccole onde per annegarmi.(J. Prévert)
 

sabato 9 marzo 2013

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Questa sera la luna dentro il mare
cadrà come una perla pesantissima.
E giocherà sopra di me la folle,
la folle luna.

Si frangerà l’onda color rubino
sui miei piedi spargendo mille stelle.
Le mie mani saranno diventate
due colombelle:

e saliranno – due uccelli d’argento –
a riempirsi di luna – come coppe
e di luna le spalle e i capelli
m’irroreranno.

Il mare è un oro fuso. Metterò
in una barca il mio sogno affinché
veleggi. Chiara, diamantina ghiaia
calpesterò.

Quando la luce l’attraverserà
sarà perla pesante il mio cuore.
E riderò. E piangerò... Ma guarda, ecco,
ecco la luna! (K. Kariotakis)