giovedì 17 gennaio 2013


"Vi sarà l'uomo nuovo, felice, superbo. Colui al quale sarà indifferente vivere o non vivere, quello sarà l'uomo nuovo. Colui che vincerà il dolore e la paura, sarà lui Dio. E quell'altro Dio non ci sarà più" F. Dostoevskij
 
 

venerdì 28 dicembre 2012

 
...non ha importanza che tu parta o torni
né conta che i miei capelli siano bianchi,
(non è questo che mi dà pena – mi dà pena
che non mi s’imbianchi anche il cuore).
Lasciami venire con te.

Lo so, ciascuno cammina da solo verso l’amore,
solo verso la gloria e la morte.
Lo so. L’ho provato. Non giova a niente.
Lasciami venire con te... (G. Ritsos)

mercoledì 26 dicembre 2012

lunedì 17 dicembre 2012

...poiché la felicità deriva solamente dalla realizzazione di un desiderio infantile"(S. Freud)

domenica 16 dicembre 2012

17.29'

      "Chi lo sa se questi luoghi avranno memoria di me. Se le statue, le facciate delle chiese, si ricorderanno il mio nome. Voglio camminare un'ultima volta per queste strade che mi hanno accolta tanti anni fa, quando tutti mi chiamavano" la toscana ". Voglio vedere le pietre gialle, tutta quella luce che ti toglie il respiro. Se le strade conserveranno il rumore dei miei passi (...) La terra non può volere male all'albero. Tommaso, scrivi di noi, la nostra storia, la nostra terra, la nostra famiglia, quello che abbiamo fatto di buono e soprattutto quello che abbiamo sbagliato, quello che non siamo riusciti a fare perché eravamo troppo piccoli per la vita, che è così grande. La mina vagante se ne è andata. Così mi chiamavate, pensando che non vi sentissi. Ma le mine vaganti servono a portare il disordine, a prendere le cose e a metterle in posti dove nessuno voleva farcele stare, a scombinare tutto, a cambiare i piani.
Nicola mi ha insegnato la cosa più importante di tutte: a sorridere quando stai male, quando dentro vorresti morire. Non siate tristi per me, quando non sentite la mia voce a casa: la vita non è mai nelle nostre stanze. Moriamo e poi torniamo, come tutto".
                                                                      dal film "Mine vaganti" di  F. Ozpetek

giovedì 13 dicembre 2012

Per questo


 
Se ho teso la mano ai tuoi versi(l’ho fatto)
come a lettere dei morti che ridestano l’animo
  da rabdomante cercato la tua fonte
  per abbeverare la mia sete
  scavato nel mio concime scheletri e petali
che per te dovevano riflettere la luce:
  – al lavoro nel mio sotterraneo mangiato dai vermi
roso dai tarli senza patria
ho una scusa?

  Se ho sfiorato il tuo dito
con lingua affamata
leccato dal tuo palmo una crepa di sale
  se ti ho sognato o pensato

sacca di sangue appena estratto
appeso rossoscuro a un gancio
  piú in alto del mio cuore
(tu che comprendi la trasfusione)
a cos’altro dovrei rivolgermi?

  Una luce-spia brilla fioca
mentre i fuochi del gas dormono
(un gatto esce in punta di zampa dai fornelli
  al gelo notturno)
il linguaggio raro e agile come la verità
scioglie il silenzio piú radicale

  L’etica del custode di un faro:
cura di tutti o di nessuno
per questo si può pure dare fuoco ai mobili
  Un questo contro cui abbiamo sbattuto
come se la luce potesse essere spenta a estro
il salvataggio negato ad alcuni

  e rimanere un faro
(A. Rich)
 

mercoledì 5 dicembre 2012

oblio







Oblio, oblio, oblio
una scia d’oblio,
pietosa, aspettava
sui suoi fianchi delicatissimi,
dolce sudario
bordato dalla rugiada carnale
che alimentò l’ora
estrema
della mia carne,
solco dell’invisibile
che attraversò il cuore. 
                         (C. Janés)



martedì 4 dicembre 2012

18.25'

   «Sappiate che la posta di ogni mio gioco sono sempre stata io stessa: fino all’ immortalità della mia anima. E ho perso sempre io (M.I. Cvetaeva)

12.53'

...Ovunque tu sia ora, nella mia testa mi fissi 
con uno sguardo, standotene qui mentre la luce fresca della sera 
  si dissolve nella terra. Sbaglio la tua bocca
ma sorride lo stesso... 
(C.A. Duffy)