lunedì 17 dicembre 2012
domenica 16 dicembre 2012
17.29'
"Chi lo sa se questi luoghi avranno memoria di me. Se le statue, le facciate delle chiese, si ricorderanno il mio nome. Voglio camminare un'ultima volta per queste strade che mi hanno accolta tanti anni fa, quando tutti mi chiamavano" la toscana ". Voglio vedere le pietre gialle, tutta quella luce che ti toglie il respiro. Se le strade conserveranno il rumore dei miei passi (...) La terra non può volere male all'albero. Tommaso, scrivi di noi, la nostra storia, la nostra terra, la nostra famiglia, quello che abbiamo fatto di buono e soprattutto quello che abbiamo sbagliato, quello che non siamo riusciti a fare perché eravamo troppo piccoli per la vita, che è così grande. La mina vagante se ne è andata. Così mi chiamavate, pensando che non vi sentissi. Ma le mine vaganti servono a portare il disordine, a prendere le cose e a metterle in posti dove nessuno voleva farcele stare, a scombinare tutto, a cambiare i piani.
Nicola mi ha insegnato la cosa più importante di tutte: a sorridere quando stai male, quando dentro vorresti morire. Non siate tristi per me, quando non sentite la mia voce a casa: la vita non è mai nelle nostre stanze. Moriamo e poi torniamo, come tutto".
dal film "Mine vaganti" di F. Ozpetek
giovedì 13 dicembre 2012
Per questo
Se ho teso la mano ai tuoi versi(l’ho fatto)
da rabdomante cercato la tua fonte
scavato nel mio concime scheletri e petali
– al lavoro nel mio sotterraneo mangiato dai vermi
Se ho sfiorato il tuo dito
se ti ho sognato o pensato
piú in alto del mio cuore
Una luce-spia brilla fioca
al gelo notturno)
L’etica del custode di un faro:
Un questo contro cui abbiamo sbattuto
e rimanere un faro (A. Rich)
sabato 8 dicembre 2012
venerdì 7 dicembre 2012
mercoledì 5 dicembre 2012
oblio
Oblio, oblio, oblio
una scia d’oblio,
pietosa, aspettava
sui suoi fianchi delicatissimi,
dolce sudario
bordato dalla rugiada carnale
che alimentò l’ora
estrema
della mia carne,
solco dell’invisibile
che attraversò il cuore.
una scia d’oblio,
pietosa, aspettava
sui suoi fianchi delicatissimi,
dolce sudario
bordato dalla rugiada carnale
che alimentò l’ora
estrema
della mia carne,
solco dell’invisibile
che attraversò il cuore.
(C. Janés)
martedì 4 dicembre 2012
18.25'
12.53'
...Ovunque tu sia ora, nella mia testa mi fissi
con uno sguardo, standotene qui mentre la luce fresca
della sera
ma sorride lo stesso... (C.A. Duffy)
sabato 1 dicembre 2012
fiore
"...potemmo toccarle con le mani quelle
rose stupende, potemmo finalmente inebriarci del loro destino di fiori, oh, fu
quello il tempo in cui tutte le nostre inquietudini segrete disparvero, perchè
finalmente eravamo vicini a Dio, e la nostra sofferenza era arrivata fino al
fiore, e era diventata fiore essa stessa. Dio!...E per ore, inginocchiata a
terra stetti a bere di quella sostanza vitale, senza peraltro fiatare, senza
dire a nessuno che avevo incontrato un nuovo tipo di morte...Non avrei potuto
scrivere in quel momento nulla che riguardasse i fiori perchè io stessa ero
diventata un fiore, io stessa avevo un gambo e una linfa" (A.Merini)
giovedì 29 novembre 2012
tulipani
Che
giorno è
E’ tutti i giorni
Amica mia
E’ tutta la vita
Amore mio
Noi ci amiamo noi viviamo
Noi viviamo noi ci amiamo
E non sappiamo cosa sia la vita
Cosa sia il giorno
E non sappiamo cosa sia l’amore
E’ tutti i giorni
Amica mia
E’ tutta la vita
Amore mio
Noi ci amiamo noi viviamo
Noi viviamo noi ci amiamo
E non sappiamo cosa sia la vita
Cosa sia il giorno
E non sappiamo cosa sia l’amore
J. Prévert
sabato 24 novembre 2012
Ingmar
Tu sai del mio essere
donna che ti segue e
vede oltre
e prima di te guarda il mistero.
Del mio latte profumato di fragole
che hai bevuto al tavolo
dell’umano gioco,
dell’esserti compagna
e strega innocente che s’incarna del diavolo
e femmina scaltra che
ti è puttana.
Del mio attenderti fino all’ora della falce, io sola, accanto
al nostro fuoco.
Tu sai.
Tu sai di questa città sotto le luci
che cambia
mentre si fa notte
E sai che sono ancòra,
pur stremata dai millenni che la tua penna
ah sì, la tua penna mi ha iniettato nelle vene.
Perché tu sai del mio grembo,
che resiste e mi è fedele.
Tu solo sai
che in questa città sotto le luci
in queste strade che mi vedono ebbra
rotola il film che mi regalò il tuo amore. (M. P.)
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