"...potemmo toccarle con le mani quelle
rose stupende, potemmo finalmente inebriarci del loro destino di fiori, oh, fu
quello il tempo in cui tutte le nostre inquietudini segrete disparvero, perchè
finalmente eravamo vicini a Dio, e la nostra sofferenza era arrivata fino al
fiore, e era diventata fiore essa stessa. Dio!...E per ore, inginocchiata a
terra stetti a bere di quella sostanza vitale, senza peraltro fiatare, senza
dire a nessuno che avevo incontrato un nuovo tipo di morte...Non avrei potuto
scrivere in quel momento nulla che riguardasse i fiori perchè io stessa ero
diventata un fiore, io stessa avevo un gambo e una linfa" (A.Merini)
sabato 1 dicembre 2012
giovedì 29 novembre 2012
tulipani
Che
giorno è
E’ tutti i giorni
Amica mia
E’ tutta la vita
Amore mio
Noi ci amiamo noi viviamo
Noi viviamo noi ci amiamo
E non sappiamo cosa sia la vita
Cosa sia il giorno
E non sappiamo cosa sia l’amore
E’ tutti i giorni
Amica mia
E’ tutta la vita
Amore mio
Noi ci amiamo noi viviamo
Noi viviamo noi ci amiamo
E non sappiamo cosa sia la vita
Cosa sia il giorno
E non sappiamo cosa sia l’amore
J. Prévert
sabato 24 novembre 2012
Ingmar
Tu sai del mio essere
donna che ti segue e
vede oltre
e prima di te guarda il mistero.
Del mio latte profumato di fragole
che hai bevuto al tavolo
dell’umano gioco,
dell’esserti compagna
e strega innocente che s’incarna del diavolo
e femmina scaltra che
ti è puttana.
Del mio attenderti fino all’ora della falce, io sola, accanto
al nostro fuoco.
Tu sai.
Tu sai di questa città sotto le luci
che cambia
mentre si fa notte
E sai che sono ancòra,
pur stremata dai millenni che la tua penna
ah sì, la tua penna mi ha iniettato nelle vene.
Perché tu sai del mio grembo,
che resiste e mi è fedele.
Tu solo sai
che in questa città sotto le luci
in queste strade che mi vedono ebbra
rotola il film che mi regalò il tuo amore. (M. P.)
venerdì 23 novembre 2012
giovedì 22 novembre 2012
lunedì 19 novembre 2012
i(n)scrizione
Angelo! Ci fosse un posto che non conosciamo, e là,
sull’indicibile tappeto, gl’innamorati, che qui
non arrivano mai a farcela, ci mostrassero le audaci
magnifiche figure dei loro cuori danzanti,
le loro torri di piacere, le loro
scale a lungo poggiate solo l’una all’altra, dove
non ci fu mai un appoggio, vacillanti –, e riuscissero,
davanti alla cerchia degli spettatori, gl’innumerevoli
morti silenziosi.
Non getterebbero allora questi le loro ultime
monete, sempre risparmiate, sempre nascoste,
a noi sconosciute,
eternamente valide monete della gioia, davanti
alla coppia che
finalmente avrà un sorriso vero, sul tappeto
pacificato? (R.M. Rilke)
domenica 18 novembre 2012
Il funambolo e la luna
... finché alla fine le estremità s'incontrino
come il funambolo raccoglie la sua fune in una
splendida ciambella,
come si morde la coda il serpente, come si chiude il cerchio
allargandosi a tutto l’orizzonte, allargandosi incessantemente
intorno a questa macchia rossa – primo e ultimo punto di sospensione –
intorno a questo invisibile, purpureo, inarrestabile cuore del
mondo. (G. Ritsos)
come si morde la coda il serpente, come si chiude il cerchio
allargandosi a tutto l’orizzonte, allargandosi incessantemente
intorno a questa macchia rossa – primo e ultimo punto di sospensione –
intorno a questo invisibile, purpureo, inarrestabile cuore del
mondo. (G. Ritsos)
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