come il funambolo raccoglie la sua fune in una
splendida ciambella, come si morde la coda il serpente, come si chiude il
cerchio allargandosi a tutto l’orizzonte, allargandosi
incessantemente intorno a questa macchia rossa – primo e ultimo punto
di sospensione – intorno a questo invisibile, purpureo, inarrestabile
cuore del mondo.(G. Ritsos)
“Nessuna immagine può essere la realtà,
perché la realtà ti capita
una volta sola davanti agli occhi”M. Giacomelli
venerdì 16 novembre 2012
Ciò che lasciamo
inespresso è come la grandine nella bufera d’ieri notte ancora aggrumata e bianca all’ombra dell’erba alta, non ancora raggiunta dal sole. Come parole taciute che scompaiono a una a una nella luce, ora cristalline e dorate, poi più nulla. Come tutto il resto non fatto o non scelto. Come tutto ciò che è liquido e trascurato, ciò che non diamo, ciò che non prendiamo.(C. Wright)
Tu che t'insinuasti come una lama Nel mio cuore gemente; tu che
forte Come un branco di demoni venisti A fare, folle e ornata,
del mio spirito Umiliato il tuo letto e il regno-infame A cui,
come il forzato alla catena, Sono legato; come alla bottiglia L'ubriacone;
come alla carogna I vermi; come al gioco l'ostinato Giocatore, -
che tu sia maledetta! Ho chiesto alla fulminea spada, allora, Di
conquistare la mia libertà; Ed il veleno perfido ho pregato Di
soccorrer me vile. Ahimè, la spada Ed il veleno, pieni di disprezzo,
M'han detto: "Non sei degno che alla tua Schiavitù maledetta ti
si tolga, Imbecille! - una volta liberato Dal suo dominio, per i
nostri sforzi, Tu faresti rivivere il cadavere Del tuo vampiro,
con i baci tuoi!" ( C. Baudelaire)
Fiaccata dai tuoi lunghi sguardi, io stessa ho appreso a far soffrire. Creata da una tua costola, come posso non amarti?
Esserti tenera sorella è il legato di un fato antico, ed io sono diventata l’astuta, avida, dolcissima tua schiava... (A. Achmatova)
mercoledì 7 novembre 2012
Ma se infine vieni, spoglia
dei tuoi fiori nuziali, nell'ora in cui tutto il mondo si disfiora e lo sguardo di cenere si copre se allora, con la bocca gelata dal tramonto postumo che divora ogni illusione e fatalmente incorona, se mi dici all’orecchio: sono il nulla, ti dirò grazie di lasciarti vedere e abbracciarti nuda, d’essere mia seppure nell’istante che ti perdo;
e dormirò nel letto che il mio cuore ha fatto, sognando che la morte è il tuo ultimo velo, poesia.