sabato 22 settembre 2012

l'ultimo sogno

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Conciossiacosaché le umane cose non possono essere eterne, declinando elleno sempre dai loro principî finché giungono all'ultimo fine, e ciò è specialmente proprio delle vite degli uomini, così non avendo la vita di don Chisciotte alcun particolare privilegio dal Cielo che la conservasse, pervenne al suo termine ed all'ultima sua ora quando egli meno se la aspettava. O fosse la malinconia che s'ingenerava in lui per essere stato vinto, ovvero la disposizione del Cielo che così ordinava, fu preso da una febbre che lo tenne sei giorni a letto, nei quali era sempre visitato dal curato, dal baccelliere e dal barbiere, suoi amici, oltre di che il suo buon scudiere Sancio Pancia non si discostò mai dal suo capezzale. (…) Pregò allora don Chisciotte che lo lasciassero solo, perché voleva dormire un poco, e così fecero… ( M. de Cervantes)

              


martedì 18 settembre 2012

“O”

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Le Idee sono dei surrogati dei dolori; ... Surrogati, però, solo nell’ordine del tempo, poiché sembra che l’elemento primigenio sia l’Idea, e il dolore solo il modo con cui certe Idee entrano inizialmente in noi (M. Proust)

venerdì 14 settembre 2012

Maddy

Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
E cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore così vero
Questo amore così bello
Così felice
Così gaio
E così beffardo
Tremante di paura come un bambino al buio
E così sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
Questo amore spiato
Perchè noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso
negato dimenticato
Perchè noi l'abbiamo perseguitato ferito
calpestato ucciso negato
dimenticato
Questo amore tutto intero
Ancora così vivo
E tutto soleggiato
E' tuo
E' mio
E' stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata... (J. Prevert)

martedì 11 settembre 2012




Nei tuoi pensieri tutto il giorno, tu nei miei.
Gli uccelli cantano al riparo di un albero.
Al di sopra la preghiera della pioggia, un blu sterminato,
non il paradiso, che non va da nessuna parte, senza fine.
Perché mai le nostre vite si allontanano
da noi stessi, mentre rimaniamo intrappolate nel tempo,
in fila verso la morte? Sembra che nulla possa mutare
lo schema dei nostri giorni
, alterare la rima
data da lutto in assonanza con diletto.
Poi sopraggiunge l’amore come un volo lesto di uccelli
dalla terra al paradiso dopo la pioggia. Un tuo bacio,
rievocato, sfila, come fossero perle, questa catena di parole.
Cieli immensi ci ricongiungono, unendo qui a lì.
Desiderio e passione nell’aria che pensa.
(C. A. Duffy)

 

lunedì 10 settembre 2012

io non sono cambiato


 
"Io non sono cambiato.
Non è cambiato il mio cuore.
Come fiordalisi nella segala fioriscono 

gli occhi nel viso.
Stendendo stuoie dorate di versi,
vorrei dirvi qualcosa di tenero.
Buona notte!
A voi tutti buona notte!
Più non tintinna nell'erba del 

crepuscolo la falce del tramonto.
Stasera ho tanta voglia di pisciare
dalla finestra mia contro la luna"

                                                         (S.A. Esenin)

domenica 9 settembre 2012

imago



E Giacomo smise di tenersi aggrappato a se stesso e si trasformò in una vulva invisibile della grandezza del cielo, per lasciarsi possedere dal padre, una forza illimitata che lo trascinò fuori del tempo e dello spazio. Entrò nella negazione assoluta: come se stesse cadendo in un pozzo nero, dove tutto ciò che si manifestava veniva cancellato all’istante, attraversando livelli di esistenza che sfumavano, Kosménk, cuore del No illimitato, ricusava per essere infine la più grande di tutte le affermazioni. Dalla bontà infinita sorse Xàlpen, sua sposa. Giacomo fu disgregato in una nube di gocce ardenti e venne la comprensione: circolò in tutte le correnti del firmamento, della terra, dell’oceano, della linfa, del sangue. Si espanse in una rete di onde, come un incommensurabile ragno fatto di spirali. La vita era un labirinto vuoto percorso da un torrente di passione, Xàlpen, l’orgasmo continuo … Kosménk, eternamente immobile nella sua notte buia, radice di tutti i soli, di ogni luce cosciente, padre di Xàlpen, si fa amante di lei, per fondersi nella materia divenuta canto di felicità, e nascere come suo figlio: Keternen, il bimbo d’oro, pane fragile e tenero che alimenta chi lo distrugge. Keternen, nato dal sacrificio di Kosménk, salvatore della razza umana, creatore del nuovo universo, dove nessuno mangia nessuno e la carne è trasparente. Dove tutti gli esseri, mutati in comete coscienti, tracciano nel cielo una cattedrale di fuoco … Il piacere della Madre è tanto intenso che sembra dolore, perché l’orgasmo è vertiginoso e non cessa di crescere. Allora offre il suo dono maggior, la Morte, perché tutto, di nuovo, torni a Kosménk…
Giacomo si trovò nudo nella radura. Tralaf, accanto alla roccia nera, stava suonando qualcosa che sembrava un violino. Un arco d’osso con una sola corda di crine intrecciato, che appoggiava contro gli incisivi superiori per sfregarlo con un altro arco uguale, facendo uscire dallo strumento un pianto tra l’umano ed il divino. (A. Jodorowsky)
                 


sabato 8 settembre 2012

forse il cuore


"Le parole ci stancano,
 risalgono da un'acqua lapidata; 
 forse il cuore ci resta, forse il cuore"
                                                   (S. Quasimodo)