Volevo appenderla a un muro della stanza. Ma l’umidità del cassetto l’ha guastata. Non la metto in un quadro questa foto. Dovevo conservarla con più cura. Queste le labbra, questo il viso – ah, per un giorno solo, per un’ora solo tornasse quel passato. Non la metto in un quadro questa foto. Mi fa soffrire vederla così guasta. Del resto, se anche non fosse guasta, che fastidio badare a non tradirmi – una parola o il tono della voce – se mai qualcuno mi chiedesse chi era.
E i loro volti erano
pallidi
Spezzati i loro singhiozzi.
Come la neve dai petali puri
O le tue mani sui miei baci
Cadevano le foglie autunnali. (G. Apollinaire)
Egli era dunque pienamente consapevole del suo ricercare e
cosciente della domanda che poneva a tutti i contenuti e a tutti gli aspetti
del mondo: è questo che cerco? Un giorno però vi fu una piccolissima svolta,
proprio una di quelle che, essendo molto piccole, provocano grandi mutamenti.
Egli cessò di chiedersi se avesse finalmente raggiunto l’obiettivo della sua
ricerca e si rese conto che un qualsiasi questo non poteva mai essere altro che
un nome attribuito a qualcosa che era in lui e non nel mondo esterno: e i nomi
altro non sono che suoni e fumo. In quel momento scomparve la separazione tra
soggetto e oggetto, come direbbero i filosofi. Il mondo non può privarci di ciò
di cui è privo, tornava a ripetersi con sua enorme meraviglia. E tornava a
ripetersi anche la frase per lui singolarmente ricca di significato: Io sono più io di mestesso.Improvvisamente capì che la ricerca era stata
la causa del suo non trovare , che nel mondo non si può trovare, e non si può
quindi avere, ciò che da sempre si è... (P. Watzlawick)
Chi ha
scorto l'universo, non può pensare a un uomo, alle
sue meschine gioie o sventure, anche se quell'uomo è lui. Non gl'importa
la
sorte di quell'altro, non gli importa la sua azione, poiché egli ora è
nessuno. (J.L.Borges)