domenica 15 aprile 2012

...senza regola, senza esattezza, senza ragione...

 
Dans le grand labyrinthe où je cherchais ma vie,
Volant de feu en flamme comme un grand oiseau ivre,
Parmi les dieux déchus et les pauvres amis,
J'ai cherché le vertige en apprenant à vivre.

J'ai cheminé souvent, les genoux sur la terre,

Le regard égaré, embrouillé par les larmes,
Souvent par lassitude, quelquefois par prière,
Comme un enfant malade, envoûté par un charme.

Dans ce grand labyrinthe, allant de salle en salle,

De saison en saison, et de guerre en aubade,
J'ai fait cent fois mon lit, j'ai fait cent fois mes malles,
J'ai fait cent fois la valse, et cent fois la chamade.

Je cheminais toujours, les genoux sur la terre,

Le regard égaré, embrouillé par les larmes,
Souvent par lassitude, quelquefois par prière,
Comme un enfant rebelle qui dépose les armes.

Mais un matin tranquille, j'ai vu le minotaure

Qui me jette un regard comme l'on jette un sort.

Dans le grand labyrinthe où il charchait sa vie,

Volant de feu en flamme, comme un grand oiseau ivre,
Parmi les dieux déchus et les pauvres amis,
Il cherchait le vertige en apprenant à vivre.

Il avait cheminé, les genoux sur la terre,

Le regard égaré, embrouillé par les larmes,
Souvent par lassitude, quelquefois par prière,
Comme un enfant rebelle qui dépose les armes.

Dans ce grand labyrinthe, de soleil en soleil,

De printemps en printemps, de caresse en aubaine,
Il a refait mon lit pour de nouveaux sommeils,
Il a rendu mes rires et mes rêves de reine.

Dans le grand labyrinthe, de soleil en soleil,

Volant dans la lumière, comme deux oiseaux ivres,
Parmi les dieux nouveaux et les nouveaux amis,
On a mêlé nos vies et réappris à vivre...

giovedì 12 aprile 2012

Ogigia

 Non andartene, amore, senza avvertirmi.
Ho vegliato tutta la notte e ora i miei occhi
sono pesanti di sonno.
Ho paura di perderti mentre dormo.
Non andartene, amore, senza avvertirmi. 
 
Mi sveglio e stendo le mani per toccarti. Ti sento e
mi domando: "E' un sogno?"
Oh, potessi stringere i tuoi piedi col mio cuore
e tenerli stretti al mio petto!
Non andartene, amore, senza avvertirmi. (R. Tagore)
 

domenica 8 aprile 2012

todestrieb

... Anima sentinella, mormoriamo la confessione della notte cosi nulla e del giorno infuocato... (A.Rimbaud)

lunedì 2 aprile 2012

sabato 31 marzo 2012

feast day


Noi sedemmo sull'orlo
della fontana nella vigna d'oro.
Sedemmo lacrimosi in silenzio.
Le palpebre della mia dolce amica
si gonfiavano dietro le lagrime
come due vele
dietro una leggera brezza marina.

Il nostro dolore non era dolore d'amore

né dolore di nostalgia
né dolore carnale.
Noi morivamo tutti i giorni
cercando una causa divina
il mio dolce bene ed io.
Ma quel giorno già vanìa
e la causa della nostra morte
non era stata rinvenuta.

E calò la sera su la vigna d'oro

e tanto essa era oscura
che alle nostre anime apparve
una nevicata di stelle.

Assaporammo tutta la notte

i meravigliosi grappoli.
Bevemmo l'acqua d'oro,
e l'alba ci trovò seduti
sull'orlo della fontana
nella vigna non più d'oro.

O dolce mio amore,

confessa al viandante
che non abbiamo saputo morire
negandoci il frutto saporoso
e l'acqua d'oro, come la luna.
E aggiungi che non morremo più
e che andremo per la vita
errando per sempre.
(S. Corazzini)

martedì 27 marzo 2012

myein

      
 

    Non c'è prigioniero più irriducibile della donna. L'uomo avverte con offesa, paura, vergogna questo scacco indomabile, e al suo fondo una propria inferiorità sessuale, un piacere pallido rispetto a quello che immagina sconfinato e astratto della donna - la sua capacità di puttana - e, quando si persuade di averla perduta e di non poter più vivere senza di lei, la uccide. (...)
L'uomo che uccide la "sua" donna compie il più alto sacrificio di sé, in tutta una sublime tradizione artistica e letteraria, più che se ammazzasse sé per amore. E solo oggi, e faticosamente, ci si divincola da questo inaudito retaggio di ammirazione e commiserazione per l'uomo che uccide per amore, e lo si vede nella sua miserabile piccineria. (A. Sofri) 



sabato 24 marzo 2012

falena

La cipolla è un’altra cosa.
Interiora non ne ha.
Completamente cipolla
fino alla cipollità.
Cipolluta di fuori,
cipollosa fino al cuore,
potrebbe guardarsi dentro
senza provare timore.

In noi ignoto e selve
di pelle appena coperti,
interni d’inferno,
violenta anatomia,
ma nella cipolla – cipolla,
non visceri ritorti.
Lei più e più volte nuda,
fin nel fondo e così via.

Coerente è la cipolla,
riuscita è la cipolla.
Nell’una ecco sta l’altra,
nella maggiore la minore,
nella seguente la successiva,
cioè la terza e la quarta.
Una centripeta fuga.
Un’eco in coro composta.

La cipolla, d’accordo:
il più bel ventre del mondo.
A propria lode di aureole
da sé si avvolge in tondo.
In noi – grasso, nervi, vene,
muchi e secrezione.
E a noi resta negata
l’idiozia della perfezione.
(W. Szymborska)

venerdì 23 marzo 2012

e= F (T)



            Molte volte, sul punto di scoprire la ricetta dell'immortalità, mi distrasse la presenza spaventosa della morte.
  (H. Abad Faciolince)

mercoledì 21 marzo 2012

Tarentum

"
A una distanza enorme al disopra della mia sala sotterranea sorgono le case, si accumulano le brume. Il fango è rosso o nero. Città mostruosa, notte senza fine!
    Meno in alto, vi sono fogne. Ai lati, null'altro che lo spessore del globo. Forse gli abissi d'azzuro, pozzi di fuoco? Forse è su questi piani che s'incontrano lune e comete, mari e favole.
    Nelle ore d'amarezza, m'immagino sfere di zaffiro, di metallo. Sono padrone del silenzio. Perché mai una parvenza di spiraglio s'illividirebbe all'angolo della volta?  (A. Rimbaud)

martedì 13 marzo 2012

Midnight Caffe

                        "Il libro essenziale, il solo libro vero, un grande scrittore non deve, nel senso corrente, inventarlo, poiché esiste già in ciascuno di noi, ma tradurlo. Il dovere e il compito di uno scrittore sono quelli di un traduttore" (M. Proust)

domenica 11 marzo 2012

Idra

 
Nessun pensatore oserebbe dire che il profumo del biancospino non è importante per le costellazioni?   (V. Hugo)

sabato 10 marzo 2012

rugiada

....nessuno sa dove nacque il sorriso
che ondeggia sulle labbra dei bambini
che dormono?
Si, si dice che un giovane
pallido raggio di luna crescente
abbia sfiorato il lembo
d'una leggera nuvola autunnale;
e così, nel sogno di un mattino
bagnato di rugiada, per la prima
volta nacque il sorriso che ondeggia
sulle labbra dei bambini che dormono
( Tagore)

lunedì 27 febbraio 2012

(ir)rappresentabile




“D’accordo”, disse il Gatto e stavolta svanì molto lentamente, cominciando dalla punta della coda e finendo col ghigno, che rimase ancora per qualche tempo dopo che tutto il resto era sparito.
“Però! Ho visto spesso gatti senza ghigno - pensò Alice; - ma un ghigno senza gatto! E’ la cosa più curiosa che abbia visto in vita mia!” 
 (L. Carrol)

venerdì 24 febbraio 2012

Chocolat

"Ripassa domani, realtà! 
Basta per oggi, signori!"    ( F. Pessoa)