venerdì 27 gennaio 2012

evanescenza


 


Bruscamente si risvegliò e si accorse con stupore di essere Zhuangzi.
Non seppe più allora se era Zhou che sognava di essere una farfalla,
o una farfalla che sognava di essere Zhou (Z. Zhou)
     

martedì 24 gennaio 2012

entre - deux






"L’antichità vedeva nel sacrificio un crimine, il crimine di colui che infliggeva la morte alla vittima di fronte al silenzio e all’angoscia del pubblico; crimine in cui il sacrificatore, consapevolmente ed egli stesso angosciato, violava il divieto dell’omicidio. Ciò che è importante è che, nella sua essenza e nella pratica, solo l’arte esprime questo momento di trasgressione religiosa, ed è la sola sia ad esprimerlo tanto profondamente, sia ad esserne l’unica via d’uscita. E’ lo stato di regressione che il desiderio vuole, è l’esigenza di un mondo più ricco e prodigioso, l’esigenza, in una parola, di un mondo sacro. La trasgressione si traduce sempre in forme prodigiose: ovvero nella musica, nella poesia, nella danza, nella tragedia e nella pittura. L’arte non ha altra origine che la festa, in ogni tempo, e la festa, che è religiosa, si lega al dispiegarsi di tutte le risorsa dell’arte.Non possiamo immaginare un’arte indipendente dal movimento che generò la festa”  (G. Bataille)

domenica 15 gennaio 2012

inverno


 





 
 
(...) nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io sono troppo furbo, lo lascio uscire
solo di notte qualche volta
quando dormono tutti.
gli dico: lo so che ci sei,
non essere
triste

poi lo rimetto a posto,
ma lui lì dentro un pochino
canta, mica l'ho fatto davvero
morire,
dormiamo insieme
così col nostro
patto segreto
ed è così grazioso da
far piangere
un uomo, ma io non
piango, e
voi?
( C. Bukowski)

giovedì 12 gennaio 2012

imperfezioni

       


Non essere mai    soddisfatti: l’arte è tutta qui. (Jules Renard) 

domenica 8 gennaio 2012

fluctuat nec mergitur

...Che la Natura sparga sulla mia testa scottante
il suo sole, la sua pioggia, il vento che trova i miei capelli,
e il resto venga pure se verrà o dovrà venire, altrimenti non venga.
Schiavi cardiaci delle stelle,
abbiamo conquistato tutto il mondo prima di alzarci dal letto;
ma ci siamo svegliati ed esso è opaco,
ci siamo alzati ed esso è estraneo,
siamo usciti di casa ed esso è la terra intera,
più il sistema solare, la Via Lattea e l'Indefinito.

Mangia cioccolatini, piccina; mangia cioccolatini!
Guarda che non c'è al mondo altra metafisica che i cioccolatini.
Guarda che tutte le religioni non insegnano altro che la pasticceria.
Mangia, bambina sporca, mangia!
( F. Pessoa)  

martedì 3 gennaio 2012

diffrazione

   Così rimani in attesa, anche se non sai esattamente di cosa, in attesa del momento in cui comprenderai che sei davvero diversa da loro; che là fuori ci sono persone, come Madame, che non ti odiano o ti augurano alcun male, ma che tuttavia rabbrividiscono al solo pensiero di una come te - di come sei venuta al mondo e perché - e che sono terrorizzate all'idea che la tua mano sfiori la loro. La prima volta che cogli l'immagine di te attraverso gli occhi di una persona simile, è una sensazione tremenda. E come passare davanti a uno specchio davanti al quale sei passata ogni giorno della tua vita, e che all'improvviso riflette qualcos'altro, qualcosa di strano e inquietante.  
    (K.Ishiguro)

sabato 31 dicembre 2011

ospiti


  
  
     -Si metta bene in testa, giovanotto, innocente o no, è una questione di tattica! E' da temerari, a dir poco, voler essere innocenti davanti al nostro tribunale, al contrario, è molto più saggio incolparsi subito di un reato, per esempio di un reato particolarmente vantaggioso per i commercianti: la frode. Già durante l'interrogatorio può risultare poi che l'imputato esagera, che non ha commesso una vera e propria frode, si è limitato a ritoccare alcuni dati, a scopo di propaganda, come succede spesso in commercio. La via dalla colpa all'innocenza è sì difficile, ma non impossibile, mentre è un'impresa addirittura disperata voler conservare la propria innocenza e  il risultato non può essere che disastroso. Lei vuole perdere dove invece potrebbe averla vinta. Più tardi sarà costretto a non scegliersi una colpa, ma a lasciarsela attribuire. ( F.Dürrenmatt )

giovedì 29 dicembre 2011

pegno

 
Marea palpitante, marea piena di corpi,
di ossa mormoranti, di sangue, di polveri squamose,
di luci frantumate, di conchiglie di stelle,
santa marea che raduni i corpi.
Marea profonda, astri girevoli, schiuma, carne,
specchi dove si riflettono gli angeli,
fumi, fumi dalle volute strane
dove trascorrono specchi di orizzonti erranti.

marea spirituale, marea intessuta di carne,

ricomponi tra noi la dispersione dei corpi,
marea vivente, o tu che la cenere incomparabile
dei mondi passati attraversa con le sue favole,
formicolante di mondi rinascenti senza sosta
riplasma con le tue mani la sabbia friabile
trafiggici con le tue criniere di sangue.
(A. Artaud)

lunedì 26 dicembre 2011

pàdre

"Si flectere  nequeo superos, Acheronta movebo" (Virgilio)



sabato 24 dicembre 2011

μήν αρχή

 ...Il cipresso punta in su. Ha un profilo gotico
Gli occhi seguendolo trovano la luna
 La luna è mia madre. Non è dolce come Maria.
 Le sue azzurre vesti sprigionano  pipistrelli e civette.
 Come vorrei credere nella tenerezza.
 Il volto dell’effigie, ingentilito da candele
 

Chino proprio su me, i suoi miti occhi. (S. Plath)

martedì 20 dicembre 2011

enfante terrible

...et quand il aime, l'enfant terrible
L'enfant terrible, c'est pour la vie
C'est pour toujours



sabato 17 dicembre 2011

stationem

  
       "Forse non ci sono giorni della   nostra adolescenza vissuti con altrettanta pienezza di quelli  che abbiamo creduto di trascorrere senza averli vissuti, quelli passati in compagnia del libro prediletto. Tutto ciò che li riempiva agli occhi degli altri e che noi evitavamo come  un ostacolo volgare a un piacere divino: il gioco che un amico veniva a proporci proprio nel punto più interessante, l'ape fastidiosa o il raggio di sole che ci costringevano ad alzare gli occhi dalla pagina o a cambiare posto, la merenda che ci avevano fatto portar dietro e che lasciavamo sul banco lì accanto senza toccarla, mentre il sole sopra di noi diminuiva di intensità nel cielo blu, la cena per la quale si era dovuti rientrare e durante la quale non abbiamo pensato ad altro che a quando saremmo tornati di sopra a finire il capitolo interrotto" (M. Proust)

martedì 29 novembre 2011

mercoledì 16 novembre 2011

sabato 12 novembre 2011

pas-tout

"
 "Chi abbraccia una donna è Adamo. La donna è Eva.
Tutto accade per la prima volta.
Ho visto una cosa bianca in cielo.
Mi dicono che è la luna, ma
Che posso fare con una parola e con una mitologia?
Gli alberi mi fanno un poco paura. 
Sono così belli.
I tranquilli animali si avvicinano perché
io gli dica il loro nome.
I libri della biblioteca sono senza lettere. Se li apro appaiono.
Sfogliando l’Atlante progetto la forma di Sumatra.
Chi accende un fiammifero al buio sta inventando il fuoco.
Nello specchio c’è un altro che spia.
Chi guarda il mare vede l’Inghilterra.
Chi pronuncia un verso di Liliencron partecipa alla battaglia.
Ho sognato Cartagine e le legioni che desolarono Cartagine.
Ho sognato la spada e la bilancia.
Sia lodato l’amore che non ha né possessore né posseduta,
Ma entrambi si donano.
Sia lodato l’incubo che ci rivela
che possiamo creare l’Inferno.
Chi si bagna in un fiume si bagna nel Gange.
Chi guarda una clessidra vede la dissoluzione di un impero.
Chi maneggia un pugnale prevede la morte di Cesare.
Chi dorme è tutti gli uomini.
Ho visto nel deserto la giovane Sfinge appena scolpita.
Non c’è nulla di antico sotto il sole.
Tutto accade per la prima volta, ma in un modo eterno.
Chi legge le mie parole sta inventandole. (J. L. Borges)

riversa verso

  
Nulla, una schiuma, vergine verso
solo a indicare la coppa;
così al largo si tuffa una frotta
di sirene, taluna riversa... ( S. Mallarmè)

martedì 8 novembre 2011

ad altezza d'occhi

 
 I tuoi acini d'oro,
i limoni perduti
nel grembo di altre donne
che ti hanno solo sognato.
Capita anche a me, Maestro,
di aver fatto l'amore
con quelli
che non ho mai conosciuto
(A. Merini)

domenica 6 novembre 2011

Restare nella parola

Ma qual era il tratto singolare di questo sguardo? Che cosa lo connotava?

Vedevo - e l'altro lo avvertiva - insieme a lui al contempo le sue cose: l'albero sotto il quale stava camminando, il libro che teneva in mano, la luce in cui stava, anche se era quella artificiale di un negozio; il vecchio dongiovanni con il suo vestito chiaro e il suo garofano in mano; il viaggiatore con il suo bagaglio; il gigante con il suo invisibile bambino sulle spalle; me stesso insieme al fogliame che arrivava turbinando dal bosco del parco; ciascuno di noi con il cielo sopra il suo capo.

E se queste cose non c'erano?

Allora la mia stanchezza le creava, e l'altro, sperso fino a quell'istante nel vuoto, sentiva intorno a sé da un attimo all'altro l'aura delle sue cose. (...) Grazie alla mia stanchezza il mondo si sbarazzava dei suoi nomi e diventava grande. ( P. Handke)