martedì 8 novembre 2011

ad altezza d'occhi

 
 I tuoi acini d'oro,
i limoni perduti
nel grembo di altre donne
che ti hanno solo sognato.
Capita anche a me, Maestro,
di aver fatto l'amore
con quelli
che non ho mai conosciuto
(A. Merini)

domenica 6 novembre 2011

Restare nella parola

Ma qual era il tratto singolare di questo sguardo? Che cosa lo connotava?

Vedevo - e l'altro lo avvertiva - insieme a lui al contempo le sue cose: l'albero sotto il quale stava camminando, il libro che teneva in mano, la luce in cui stava, anche se era quella artificiale di un negozio; il vecchio dongiovanni con il suo vestito chiaro e il suo garofano in mano; il viaggiatore con il suo bagaglio; il gigante con il suo invisibile bambino sulle spalle; me stesso insieme al fogliame che arrivava turbinando dal bosco del parco; ciascuno di noi con il cielo sopra il suo capo.

E se queste cose non c'erano?

Allora la mia stanchezza le creava, e l'altro, sperso fino a quell'istante nel vuoto, sentiva intorno a sé da un attimo all'altro l'aura delle sue cose. (...) Grazie alla mia stanchezza il mondo si sbarazzava dei suoi nomi e diventava grande. ( P. Handke)



venerdì 4 novembre 2011

mutazione armonica

        "La poesia non è fatta di queste lettere
         che pianto come chiodi,
         ma del bianco che resta sulla carta" (P. Claudel)

martedì 1 novembre 2011

enjambement

  " Oggi sono perplesso, come  chi ha pensato e
                                                          trovato e scordato.
Oggi sono diviso fra la lealtà che devo
alla Tabaccheria dirimpetto, come cosa reale dal
                                                                       di fuori,
e alla sensazione che tutto è sogno, come cosa
                                                       reale dal di dentro" (F. Pessoa)

lunedì 31 ottobre 2011

...o troia o sposa

      Prima di tutto ce li hai i requisiti?
Ce l'hai
un occhio di vetro, denti finti o una gruccia,
un tirante o un uncino,
seni di gomma, inguine di gomma,

rattoppi a qualcosa che manca? Ah
no? E allora che mai possiamo darti?
Smetti di piangere.
Apri la mano.
Vuota? Vuota. Ma ecco una mano

che la riempie, disposta
a porgere tazze di tè e sgominare emicranie,
e a fare ogni cosa che gli dirai.
La vorresti sposare?
È garantita,

ti tapperà gli occhi alla fine della vita
e del dolore.
Con quel sale ci rinnoviamo le scorte.
Vedo che sei nuda come un verme.
Che te ne pare di questo vestito-

Un po' rigido e nero, ma niente male.
Lo vorresti sposare?
È impermeabile, infrantumabile, abile
contro il fuoco e imbombardabile.
Credi a me, ti ci farai sotterrare.

E adesso, scusa, hai vuota la testa.
Ho la cosa che fa per te.
Su, su, carina, esci fuori dal guscio.
Ecco ti piace questa?
Nuda per cominciare come una pagina bianca

ma in venticinqu'anni d'argento,
d'oro in cinquanta, potrà diventare.
Una bambola viva, sotto ogni aspetto.
Sa cucire, sa cucinare,
sa parlare, parlare, parlare.

E funziona, non ha una magagna.
Qua c'è un buco, che è una manna.
Qua un occhio, una vera visione.
Ragazzo mio, è l'ultima occasione.
La vorresti sposare, sposare, sposare? (Sylvia Plath)

giovedì 27 ottobre 2011

viaggio

Andremo, d'inverno, in un vagoncino rosa
con tanti cuscini blu.
Sarà dolce. Un nido di baci folli posa
nei cantucci molli.
Tu chiuderai gli occhi, per non vedere dai vetri
smorfiare l'ombre delle sere,
la plebaglia di démoni e di lupi tetri,
mostruosità arcigne e nere.
Poi la tua guancia graffiare si sentirà...
un bacetto, un ragno matto, ti correrà
sul collo...
Intanto tu mi dirai: "Cerca!", chinando a me la testa
- prenderemo tempo a scovare quella bestia
...che viaggia così tanto...
(A. Rimbaud)

mercoledì 26 ottobre 2011

Sera

 
 ...Tutto il giardino
è una luce soffusa
che rischiara la sera
ed è altresì un accordo
in mezzo al tumulto circostante.
Quel leggiadro orticello è un dì di festa
nella eternità della terra. (J. L. Borges)
 

domenica 9 ottobre 2011

ri volgere

C'è tanta solitudine in quell'oro.
La luna delle notti non è la luna
che vide il primo Adamo. I lunghi secoli
della veglia umana l'hanno colmata
di antico pianto. Guardala. E' il tuo specchio. (J. L. Borges)

mercoledì 5 ottobre 2011

le due asce

"Non poteva mettere in dubbio che quell'apparizione dovesse significare qualcosa, anche se era solo affiorata dalla sua anima nella nebbia di quel giorno. Ma cosa preannunciava?  Il bene o il male? A chi si possono raccontare queste cose, si domandò ancora. Nessuno è in grado di capirle, anche se forse di tutte le cose che ci capitano sono proprio queste le più importanti. Perciò siamo così soli"   ( A. Schnitzler) 

domenica 2 ottobre 2011

las sombras

 
Procura no dormir, Roberto, me digo... 
Aunque el sueño te  cierre
los párpados, prucura no quedarte dormido... Recuerda
        imágenes felices,
los cromos de México D.F., los poetas de hierro en el Café La
        Habana...
Pero no te duermas...
No dejes que el sueño cierre la puerta... Piensa en películas de
        terror: Freddy,
Jason, Norman, ¡el Demonio!... Pero no te duermas... Piensa
        en Drácula,
en Frankenstein, en el Doctor Sinuoso... Las sombras que
        recorrían
los párpados de aquella muchacha... Tirada sobre un sofá-
        cama... Y sólo
un biombo de seda la separaba de los Ojos... Recuerda
        adolescentes vagando
por los alrededores de Guadalupe: los tacos de carnita, el
        manto
de Juan Diego, los implorantes de rodillas... Qué hacías allí?
        Mirabas...
El tráfico de mota, los autobuses repletos, las tiendas de
        electrodomésticos,
los bares... Como entonces, haz un esfuerzo y vence al sueño...
        No dejes
que las sombras cierren (o abran) las puertas...
 

lunedì 26 settembre 2011

albore



"Abbiamo l'arte per evitare che la verità ci distrugga"
                                                                                                                                                                                        ( F. Nietzsche)

domenica 25 settembre 2011

thauma

   Ricordo una chiesa antica,
romita,
nell'ora in cui l'aria s'arancia
e si scheggia ogni voce
sotto l'arcata del cielo.
        Eri stanca,
e ci sedemmo sopra un gradino
come due mendicanti.
         Invece il sangue ferveva
di meraviglia, a vedere
ogni uccello mutarsi in stella
nel cielo
( G. Caproni)

domenica 18 settembre 2011

lunedì 12 settembre 2011

dissolvenza



"Alla fine di questa frase, comincerà la pioggia.
All’orlo della pio...ggia una vela.

... Lenta la vela perderà di vista le isole;
in una foschia se ne andrà la fede nei porti
di un’intera razza.

La guerra dei dieci anni è finita.
La chioma di Elena, una nuvola grigia.
Troia, un bianco accumulo di cenere
vicino al gocciolar del mare.

Il gocciolio si tende come le corde di un’arpa.
Un uomo con occhi annuvolati raccoglie la pioggia
e pizzica il primo verso dell’Odissea"
      (Derek Walcott)

 

venerdì 2 settembre 2011

elitropia










"La morte è la curva della strada,
morire è solo non essere visto.
Se ascolto, sento i tuoi passi
esistere come io esisto.
La terra è fatta di cielo.
Non ha nido la menzogna.
Mai nessuno s'è smarrito.
Tutto è verità e passaggio. 
                                         (F. Pessoa)

lunedì 29 agosto 2011

tranches de vie

"Non c'è nessun dovere in arte. L'arte è eternamente libera. Fugge il "dovere" come il giorno la notte.
Mi sembrava che l’anima viva dei colori emettesse un richiamo musicale, quando l’inflessibile volontà del pennello strappava loro una parte di vita"  (V. Kandinsky)

venerdì 26 agosto 2011

Pannychis


   "Getta via il tuo tripode, Pizia, gettalo con te nella crepa della terra, anch'io sto per morire, la fonte di Tilfussa ha compiuto la sua opera: Addio, Pannychis; non credere però che noi due ci perderemo. Come io ho voluto sottomettere il mondo alla mia ragione ho dovuto in quest'umida spelonca affrontare te che hai provato a dominare il mondo con la tua fantasia, così per tutta l'eternità quelli che reputano il mondo un sistema ordinato dovranno confrontarsi con coloro che lo ritengono un mostruoso caos. Gli uni penseranno che il mondo è criticabile, gli altri lo prenderanno così com'è. (...) Il conflitto tra noi due, Pannychis, il conflitto tra il veggente e la Pizia, divamperà su tutti i fronti: il nostro è ancora un conflitto emotivo, non sufficientemente meditato, eppure laggiù già costruiscono un teatro e già ad Atene un poeta sconosciuto sta scrivendo una tragedia su Edipo. Ma Atene è provincia, e Sofocle sarà dimenticato, Edipo invece continuerà a vivere, resterà un tema che pone a noi enigmatici quesiti. A che cosa, per esempio,è dovuto il destino di Edipo? Alla volontà degli dèi, al fatto che egli abbia trasgredito alcuni princìpi sui quali si regge la società dei nostri tempi (benché da questo io avessi cercato di proteggerlo mediante l'oracolo), oppure semplicemente Edipo è vittima di un caso sfortunato che tu hai evocato con il tuo capriccioso vaticinio?".
La Pizia non rispose, tutt'a un tratto non c'era più, e anche Tiresia era scomparso, e con lui il plumbeo mattino che gravava su Delfi, la quale si era pure inabissata. ( F. Dürrenmatt)

venerdì 19 agosto 2011

Puer

«L’eternità è un  fanciullo che gioca con le tessere: di un fanciullo è il regno»                                                                            
                                                                                           ( Eraclito)

lunedì 15 agosto 2011

O Paraíso

  
"Quando non c'è energia non c'è colore,
non c'è forma, non c'è vita"             (Michelangelo Merisio da Caravaggio)

lunedì 8 agosto 2011

phantasmal


"L'essere che Pasifae, la figlia del dio sole, aveva partorito dopo che, rinchiusa per suo desiderio in una finta vacca, era stata montata da un bianco toro consacrato a Poseidone, si trovò, dopo lunghi anni d'un sonno confuso, durante i quali era cresciuto in una stalla fra le vacche, trascinato laddentro dai servi di Minosse, che avevano formato lunghe catene per non perdersi sul pavimento del labirinto che era stato costruito da Dedalo per proteggere gli uomini da quell'essere e l'essere dagli uomini, d'un impianto cioè da cui nessuno che vi si fosse inoltrato trovava più la via d'uscita e le cui innumerevoli intricate pareti erano di specchi, tanto che l'essere stava accovacciato non solo di fronte alla sua immagine, ma anche alle immagini della sua immagine: vide davanti a sé un infinità di esseri fatti com'era lui, e come si girò per non vederli più, un'altra infinità di esseri uguali a lui. Si trovava in un mondo pieno di esseri accovaciati senza sapere che quell'essere era lui" ( F. Dürrenmatt)