«L’eternità è un fanciullo che gioca con le tessere: di un fanciullo è il regno»
( Eraclito)
( Eraclito)
"L'essere che Pasifae, la figlia del dio sole, aveva partorito dopo che, rinchiusa per suo desiderio in una finta vacca, era stata montata da un bianco toro consacrato a Poseidone, si trovò, dopo lunghi anni d'un sonno confuso, durante i quali era cresciuto in una stalla fra le vacche, trascinato laddentro dai servi di Minosse, che avevano formato lunghe catene per non perdersi sul pavimento del labirinto che era stato costruito da Dedalo per proteggere gli uomini da quell'essere e l'essere dagli uomini, d'un impianto cioè da cui nessuno che vi si fosse inoltrato trovava più la via d'uscita e le cui innumerevoli intricate pareti erano di specchi, tanto che l'essere stava accovacciato non solo di fronte alla sua immagine, ma anche alle immagini della sua immagine: vide davanti a sé un infinità di esseri fatti com'era lui, e come si girò per non vederli più, un'altra infinità di esseri uguali a lui. Si trovava in un mondo pieno di esseri accovaciati senza sapere che quell'essere era lui" ( F. Dürrenmatt)" Non era una vera e propria sala da biliardo. Un piccolo locale angusto gonfio di fumo, a poche decine di metri da casa; cioccolatini, caramelle, giuggiole colorate e bastoncini di liquirizia, ammucchiati in barattoli di vetro imbrattato dalle dita dei bambini che vi entravano per acquistare cinque, dieci lire al massimo di zuccherini . Il proprietario, un uomo basso e rozzo, sua moglie, con un sorriso fisso, stampato sotto spessissime lenti. Nel fondo un tavolo da biliardo rivestito da un panno verde, sgualcito, pochi uomini: ombre tra le onde di fumo azzurrognolo. Era la prima volta che ci andavo di sera. Mio padre, curvo sul tavolo, trattenne la Nazionale senza filtro nell'angolo della bocca carnosa e accennò un sorriso, verosimilmente compiaciuto. Le bilie colorate, mai viste così da vicino, pollice e indice a ponticello sul vecchio tappeto, la stecca stretta nell'altra mano... Mira,filotto,tac tatatac tac tatac... Traiettorie dritte, rapide ,colpi secchi,come spari.
In questa ora, quando la meraviglia di traiettorie ordite ,spezzate dall'urto di bilie spaventate dall'inesorabilità, cede al tempo delle illusorie definizioni, mi rimane l'orizzonte del mare, color argento, mi pare, al tavolo da gioco. Unica, essenziale incantevole curvatura finita" ( M. P.)
"Anni dopo, vidi di nuovo La finestra sul cortile. La lettura vedantica riaffiorava spontaneamente, anzi si arricchiva di nuovi dettagli. Ma non era questo a colpirmi. Bensì una constatazione: l'arte non si lascia disturbare dai suoi significati" ( R. Calasso)
" Io sono…Johann… Cristian… Friederich… Holderlin, e sono pazzo…dicono. Sono qui ospite di questo mio amico falegname da moltissimi anni: mi ha riservato la parte più bella di questa torre circolare e panoramica. Dalla mia stanza posso ancora ammirare l'impareggiabile spettacolo della Natura. Posso ancora commuovermi alla vista di un albero, un fiore, della terra arata di fresco, di un fiume, del cielo, del sole, delle stelle e di ogni altra cosa. Ho amato la Natura per tutta la vita. L'ho bevuta a grandi sorsi, ma ad ogni sorso scomparivo nella poesia che essa mi imponeva amorevolmente." (F. Holderlin)