lunedì 21 marzo 2011

Flora

                                                                                                     
   "Quanto ti sarà costato abituarti a me,
   alla mia anima sola e selvaggia, al mio nome che tutti allontanano.
    Abbiamo visto ardere tante volte l'astro baciandoci gli occhi
     e sulle nostre teste ergersi i crepuscoli in ventagli giranti.
Le mie parole piovvero su di te accarezzandoti.
Ho amato da tempo il tuo corpo di madreperla soleggiata.
Ti credo persino padrona dell'universo.
Ti porterò dalle montagne fiori allegri,copihues,
nocciole oscure, e ceste silvestri di baci.
Voglio fare con te
ciò che la primavera fa con i ciliegi" 
 ( P. Neruda)

sabato 19 marzo 2011

danza

"Se la realtà è come un sogno, dobbiamo agire senza subirla, così come facciamo in un sogno lucido, ben sapendo che il mondo è quello che crediamo che sia" ( A. Jodorowsky)

giovedì 10 marzo 2011

teoria profana

   « L'uomo è la misura di tutte le cose, di quelle che sono in quanto sono e di quelle che non sono in quanto non sono »                                                                                                              ( Protagora)                                                                  

mercoledì 9 marzo 2011

...prati estivi...

"Dall'età di sei anni ho la mania di copiare le forme delle cose, e dai cinquant'anni publico spesso disegni, tra quel che ho raffigurato in questi settantanni non c'è nulla degno di considerazione. A settantatrè ho un po' intuito l'essenza della struttura di animali, uccelli e pesci, della vita di erbe e piante e perciò a ottantasei progredirò oltre; a novanta ne avrò approfondito ancor più il senso recondito e a cento anni avrò forse veramente raggiunto la dimensione del divino e del meraviglioso. Quando ne avrò centodieci, anche solo un punto o una linea saranno dotati di vita propria..." (K. Hokusai)

mercoledì 2 marzo 2011

banchetto

 "Tempo verrà 
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato 
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognun sorriderà al benvenuto dell'altro
e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato   
per tutta la vita, che hai ignorato..." ( D. Walcott)




martedì 1 marzo 2011

arduous climbs


" Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
ed ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, nè più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milione di scale dandoti il braccio non perchè con
quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perchè sapevo che di noi due
le solo vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue"(E. Montale)



giovedì 24 febbraio 2011

PAN

"Sono stato cresciuto non solo da genitori e da maestri, ma anche da potenze più remote, nascoste e misteriose, tra le quali anche dal dio Pan che stava, in sembianza di piccolo idolo indiano danzante, dietro il vetro nella libreria di mio nonno. Questa divinità, ed altre ancora, si sono prese cura della mia infanzia, e ancora prima che sapessi leggere e scrivere, mi hanno riempito di immagini e di pensieri d′oriente, antichissimi, a tal punto che più tardi io ho considerato ogni incontro con la saggezza indiana e cinese come un ritrovarsi, come un ritorno a casa. Eppure sono europeo, sono persino nato sotto il segno attivo del Sagittario, e per tutta la vita ho praticato le virtù occidentali della impetuosità, del desiderio e della curiosità insaziabile. Per fortuna, come la maggior parte dei bambini, tutto quel che è indispensabile e prezioso nella vita l′ho imparato ancor prima di andare a scuola, con la guida di alberi da frutto, della pioggia e del sole, di fiumi e boschi, di api e insetti, con la guida del dio Pan, l′idolo danzante nella stanza del tesoro del nonno. Conoscevo bene il mondo, impavido stavo in compagnia di animali e stelle, mi sapevo orientare nei frutteti e nell′acqua insieme ai pesci, e sapevo già cantare un buon numero di canzoni. Sapevo anche fare magie, cosa che purtroppo ho disimparato presto e che ho dovuto imparare daccapo in età avanzata, e possedevo tutta la favolosa saggezza dell′infanzia"       (H. Hesse, L'infanzia del mago)

mercoledì 16 febbraio 2011

sn

“Le parole sono buone. Le parole sono cattive. Le parole offendono. Le parole chiedono scusa. Le parole bruciano. Le parole accarezzano. Le parole sono date, scambiate, offerte, vendute e inventate. Le parole sono assenti. Alcune parole ci succhiano, non ci mollano; sono come zecche: si annidano nei libri, nei giornali, nelle carte e nei cartelloni. Le parole consigliano, suggeriscono, insinuano, ordinano, impongono, segregano, eliminano. Sono melliflue o aspre. Il mondo gira sulle parole lubrificate con l’olio della pazienza. 
I cervelli sono pieni di parole che vivono in santa pace con le loro contrarie e nemiche. Per questo le persone fanno il contrario di quel che pensano, credendo di pensare quel che fanno”(J. Samarago)


giovedì 10 febbraio 2011

♪♫ Adagio


"  La lunga, eterna tensione di una tempesta produce questo effetto: l'attesa interminabile della catastrofe culminante. Ed è fisicamente spossante in quel tumulto eccessivo il semplice avvinghiarsi alla vita"   (J .Conrad)

martedì 1 febbraio 2011

divertissement

 
 
 
 
 
" Pericolose e cattive sono le tristezze che portiamo tra la gente, per sopraffarle; come malattie trattate in modo superficiale e sciocco, esse non fanno che arretrare per erompre, dopo una breve pausa, tanto più virulentemente; e si amassano nell'intimo e sono vita, sono vita non vissuta, svilita, perduta, di cui si può morire"  (R. M. Rilke)


 














domenica 23 gennaio 2011

riverbero

 

"La poesia morirà se non la si offende 
bisogna possederla e umiliarla in pubblico 
poi si vedrà cosa diventa" ( N. Parra)(

mercoledì 19 gennaio 2011

emotional

"Ricorro ai poeti perchè mi sembra che essi dicano qualcosa che è al di là dei miei poteri e che  pure è tale che io stesso sceglierei, se ne avessi la capacità" (W.R. Bion)

domenica 16 gennaio 2011

variazioni


                  "L'inferno è per i puri; questa è la legge del mondo morale. Esso è infatti per i peccatori, e peccare si può solo contro la propria purezza" (T. Mann)

martedì 11 gennaio 2011

giovedì 6 gennaio 2011

mobile isola

"Per riconciliare la tua infanzia con la tua rivolta
il mattino, l'isola intatta
coi segni del destino su te e sulla tua rabbia.
Per farne la tua vita, come risplende un ippocastano.

Il consenso dato
fra le ostinate riserve dell'infanzia.
L'innocente orologio dorato,
che non suona mai quando s'è fanciullini
perchè il sogno batte il polso dell'avvenire
e disfa il tempo.

 I ripostigli della nostalgia son forse  preliminari
alla tenerezza che si ritrova e s'attua
nei dì che il monte vicino a casa rispondeva all'attesa
come cosa sempre oltre, a un tratto captata?
Quale conquistatrice è la fragile vita!
Specchio dove ci vediamo quali ci desideriamo.
Dovrai sforzarti di rassomiglire a quella tua immagine.
Ma perchè arrossivi, tu che non hai mai avuto paura?

Ci furono gli amori plagiari
d'un modello d'assoluto amore invano bramato
che astiosamente prostrava il tuo corpo
fino a non lasciar più che una grande plaga
offerta all'astro assordante.
Ci fu il tuo deserto, animato
da un aprile di mille menzogne.
Tanti uccelli colpiti dalle febbre, sprezzanti.
Bolle che s'aprivano per tutto il lungo corpo.
  E il rifiuto e le lacrime, le lacrime buie e chiare.

  Ma l'infanzia, mobile isola, s'avvicinava a prua,
annebbiata negli occhi del sonno,
tra il fragore delle rotte più pericolose.
Perchè all'amore toccasse la fortuna di svegliarla,
per ricompensarti d'averla portata in seno fedele.
Perchè gli fosse possibile di riconoscerti,
tu ch'eri destinata ad aprir la tua vita nella mia.
E oggi è lui che s'avvicina
Oggi piangi vere lacrime di donna, piangi.
Son io... t'ho vista alfine... Entro nell'isola"

lunedì 3 gennaio 2011

antEros

  
 " Dormivi. Ti sveglio. 
 Il gran mattino reca l'illusione di un inizio.
Avevi dimenticato Virgilio. Sono qui gli esametri.
Ti porto molte cose.
I quattro elementi dei greci: la terra, l'acqua, il fuoco, l'aria.
Un solo nome di donna.
L'amicizia della luna.
I chiari colori dell'atlante.
L'oblio, che purifica.
La memoria che sceglie e che riscrive.
L'abitudine che ci aiuta a sentirci immortali.
Il quadrante e le lancette che dividono l'inafferrabile tempo.
La fragranza del sandalo.
I dubbi che chiamiamo, non senza vanità, metafisica.
Il manico del bastone che la tua mano attende 
Il sapore dell'uva e del miele" (J.L.Borges)




martedì 28 dicembre 2010

mirabile voce

        
      "Le sirene sono la forma inafferrabile e proibita della voce che attrae. Non sono altro che canto. (...) La loro musica è il contrario di un inno: nessuna presenza scintilla nelle loro parole immortali, solo la promessa di un canto futuro ne percorre la melodia. E' per questo che le sirene seducono, non  tanto per ciò che fanno udire, ma per ciò che brilla nella lontananza delle loro parole, l'avvenire di quel che stanno per dire. Il loro fascino non nasce dal canto attuale, ma da quello che  s'impegna ad essere. Ora, ciò che le sirene promettono a Ulisse di cantare è il passato delle sue stesse imprese, trasformate per il futuro in poema. "Noi conosciamo le sventure, tutte le sventure che gli dèi nei campi della Troade hanno inflitto alle genti di Argo e di Troia". Offerto come incavo, il canto non è che l'attrazione del canto, ma non promette all'eroe nient'altro se non la copia di quel che ha già vissuto, conosciuto, sofferto, nient'altro se non lui stesso. (...) Può darsi che sotto il racconto trionfante di Ulisse regni il pianto ineludibile per non aver ascoltato meglio e più a lungo, per non essersi immerso il più vicino possibile alla mirabile voce, là dove il canto forse si sarebbe compiuto. (M. Foucault, La pensée du dehors, 1966)

giovedì 23 dicembre 2010

25, 1, 29


"Non scomporti - sii a tuo agio con me- sono Walt Whitman, liberale e forte come la Natura, e finché il sole non ti eviterà, non sarò io ad evitarti, finché le acque non si rifiuteranno di brillare per te, né le foglie di frusciare per te, le mie parole non si rifiuteranno di brillare e stormire per te. Piccola mia, fisso con te un appuntamento, e ti chiedo di prepararti per essere degna di questo incontro, ti chiedo anche  di essere paziente e pura finché io giunga. Per ora ti saluto con uno sguardo eloquente affinché tu non possa dimenticarmi"                                            (W. Whitman)