martedì 29 gennaio 2013
sabato 26 gennaio 2013
mercoledì 23 gennaio 2013
...Corre la nuvola, da grigia si fa lattiginosa e
lucida, il cielo dietro è diventato nero, è notte, le stelle si sono
accese, la luna è un grande specchio abbagliante che vola. Chi
riconoscerebbe in lei quella di qualche ora fa? Ora è un lago di
lucentezza che sprizza raggi tutt'intorno e trabocca nel buio un alone
di freddo argento e inonda di luce bianca le strade dei nottambuli. I. Calvino
lunedì 21 gennaio 2013
La luna è il più mutevole dei corpi dell’universo visibile, è il più
regolare nelle sue complicate abitudini: non manca mai agli appuntamenti
e puoi sempre aspettarla al varco, ma se la lasci in un posto la
ritrovi sempre altrove, e se ricordi la sua faccia voltata in un certo
modo, ecco che ha già cambiato posa, poco o molto. Comunque, a seguirla
passo passo, non t’accorgi che impercettibilmente ti sta sfuggendo. Solo
le nuvole intervengono a creare l’illusione d’una corsa e d’una
metamorfosi rapide, o meglio, a dare una vistosa evidenza a ciò che
altrimenti sfuggirebbe allo sguardo... I. Calvino
domenica 20 gennaio 2013
giovedì 17 gennaio 2013
domenica 13 gennaio 2013
sabato 12 gennaio 2013
martedì 8 gennaio 2013
sabato 5 gennaio 2013
lunedì 31 dicembre 2012
sabato 29 dicembre 2012
venerdì 28 dicembre 2012
...non ha importanza che tu parta o torni
né conta che i miei capelli siano bianchi,
(non è questo che mi dà pena – mi dà pena
che non mi s’imbianchi anche il cuore).
Lasciami venire con te.
né conta che i miei capelli siano bianchi,
(non è questo che mi dà pena – mi dà pena
che non mi s’imbianchi anche il cuore).
Lasciami venire con te.
Lo so, ciascuno cammina da solo
verso l’amore,
solo verso la gloria e la morte.
Lo so. L’ho provato. Non giova a niente.
Lasciami venire con te... (G. Ritsos)
solo verso la gloria e la morte.
Lo so. L’ho provato. Non giova a niente.
Lasciami venire con te... (G. Ritsos)
venerdì 21 dicembre 2012
domenica 16 dicembre 2012
17.29'
"Chi lo sa se questi luoghi avranno memoria di me. Se le statue, le facciate delle chiese, si ricorderanno il mio nome. Voglio camminare un'ultima volta per queste strade che mi hanno accolta tanti anni fa, quando tutti mi chiamavano" la toscana ". Voglio vedere le pietre gialle, tutta quella luce che ti toglie il respiro. Se le strade conserveranno il rumore dei miei passi (...) La terra non può volere male all'albero. Tommaso, scrivi di noi, la nostra storia, la nostra terra, la nostra famiglia, quello che abbiamo fatto di buono e soprattutto quello che abbiamo sbagliato, quello che non siamo riusciti a fare perché eravamo troppo piccoli per la vita, che è così grande. La mina vagante se ne è andata. Così mi chiamavate, pensando che non vi sentissi. Ma le mine vaganti servono a portare il disordine, a prendere le cose e a metterle in posti dove nessuno voleva farcele stare, a scombinare tutto, a cambiare i piani.
Nicola mi ha insegnato la cosa più importante di tutte: a sorridere quando stai male, quando dentro vorresti morire. Non siate tristi per me, quando non sentite la mia voce a casa: la vita non è mai nelle nostre stanze. Moriamo e poi torniamo, come tutto".
dal film "Mine vaganti" di F. Ozpetek
giovedì 13 dicembre 2012
Per questo
Se ho teso la mano ai tuoi versi(l’ho fatto)
da rabdomante cercato la tua fonte
scavato nel mio concime scheletri e petali
– al lavoro nel mio sotterraneo mangiato dai vermi
Se ho sfiorato il tuo dito
se ti ho sognato o pensato
piú in alto del mio cuore
Una luce-spia brilla fioca
al gelo notturno)
L’etica del custode di un faro:
Un questo contro cui abbiamo sbattuto
e rimanere un faro (A. Rich)
sabato 8 dicembre 2012
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