giovedì 29 novembre 2012

tulipani

Che giorno è
E’ tutti i giorni
Amica mia
E’ tutta la vita
Amore mio
Noi ci amiamo noi viviamo
Noi viviamo noi ci amiamo
E non sappiamo cosa sia la vita
Cosa sia il giorno
E non sappiamo cosa sia l’amore
                                                                 J. Prévert

sabato 24 novembre 2012

Ingmar


Tu sai del mio essere
donna che ti segue e 
vede  oltre
e prima di te guarda il mistero.

Del mio latte profumato di fragole
che hai bevuto al tavolo
dell’umano gioco,
dell’esserti compagna
e strega innocente  che s’incarna del diavolo
e  femmina scaltra che  ti è puttana.
Del mio attenderti fino all’ora della falce, io sola, accanto al nostro fuoco.
Tu sai.


Tu sai di questa città sotto le luci
                                    che cambia mentre si fa notte
E sai che sono ancòra,
pur stremata dai millenni che la tua penna
ah sì, la tua penna mi ha iniettato nelle vene.
Perché tu sai del mio grembo,
che resiste e mi è fedele.

Tu solo sai
che in questa città sotto le luci
in queste strade che mi vedono ebbra
               rotola il film che mi regalò il tuo amore.  (M. P.)
 

venerdì 23 novembre 2012

improvisation

 

Vidi i due mondi
disegnati sulla sua fronte:
due enigmi
che si aprivano
in oscure valli melodiose.
L'ignoto rubò il mio cuore. (C. Janés)

lunedì 19 novembre 2012

i(n)scrizione


Angelo! Ci fosse un posto che non conosciamo, e là,
sull’indicibile tappeto, gl’innamorati, che qui
non arrivano mai a farcela, ci mostrassero le audaci
magnifiche figure dei loro cuori danzanti,
le loro torri di piacere, le loro
scale a lungo poggiate solo l’una all’altra, dove
non ci fu mai un appoggio, vacillanti –, e riuscissero,
davanti alla cerchia degli spettatori, gl’innumerevoli
morti silenziosi.
Non getterebbero allora questi le loro ultime
monete, sempre risparmiate, sempre nascoste,
a noi sconosciute,
eternamente valide monete della gioia, davanti
alla coppia che
finalmente avrà un sorriso vero, sul tappeto 
pacificato? (R.M. Rilke)


domenica 18 novembre 2012

Il funambolo e la luna

  

... finché alla fine le estremità s'incontrino
come il funambolo raccoglie la sua fune in una splendida ciambella,
come si morde la coda il serpente, come si chiude il cerchio
allargandosi a tutto l’orizzonte, allargandosi incessantemente
intorno a questa macchia rossa – primo e ultimo punto di sospensione –
intorno a questo invisibile, purpureo, inarrestabile cuore del
mondo. (G. Ritsos)


                                                 
“Nessuna immagine può essere la realtà,
 perché la realtà ti capita una volta sola davanti agli occhi”M. Giacomelli