"Sono stato cresciuto non solo da genitori e da maestri, ma anche da potenze più remote, nascoste e misteriose, tra le quali anche dal dio Pan che stava, in sembianza di piccolo idolo indiano danzante, dietro il vetro nella libreria di mio nonno. Questa divinità, ed altre ancora, si sono prese cura della mia infanzia, e ancora prima che sapessi leggere e scrivere, mi hanno riempito di immagini e di pensieri d′oriente, antichissimi, a tal punto che più tardi io ho considerato ogni incontro con la saggezza indiana e cinese come un ritrovarsi, come un ritorno a casa. Eppure sono europeo, sono persino nato sotto il segno attivo del Sagittario, e per tutta la vita ho praticato le virtù occidentali della impetuosità, del desiderio e della curiosità insaziabile. Per fortuna, come la maggior parte dei bambini, tutto quel che è indispensabile e prezioso nella vita l′ho imparato ancor prima di andare a scuola, con la guida di alberi da frutto, della pioggia e del sole, di fiumi e boschi, di api e insetti, con la guida del dio Pan, l′idolo danzante nella stanza del tesoro del nonno. Conoscevo bene il mondo, impavido stavo in compagnia di animali e stelle, mi sapevo orientare nei frutteti e nell′acqua insieme ai pesci, e sapevo già cantare un buon numero di canzoni. Sapevo anche fare magie, cosa che purtroppo ho disimparato presto e che ho dovuto imparare daccapo in età avanzata, e possedevo tutta la favolosa saggezza dell′infanzia" (H. Hesse, L'infanzia del mago)
giovedì 24 febbraio 2011
PAN
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mercoledì 16 febbraio 2011
sn
“Le parole sono buone. Le parole sono cattive. Le parole offendono. Le parole chiedono scusa. Le parole bruciano. Le parole accarezzano. Le parole sono date, scambiate, offerte, vendute e inventate. Le parole sono assenti. Alcune parole ci succhiano, non ci mollano; sono come zecche: si annidano nei libri, nei giornali, nelle carte e nei cartelloni. Le parole consigliano, suggeriscono, insinuano, ordinano, impongono, segregano, eliminano. Sono melliflue o aspre. Il mondo gira sulle parole lubrificate con l’olio della pazienza.
I cervelli sono pieni di parole che vivono in santa pace con le loro contrarie e nemiche. Per questo le persone fanno il contrario di quel che pensano, credendo di pensare quel che fanno”(J. Samarago)
giovedì 10 febbraio 2011
♪♫ Adagio
" La lunga, eterna tensione di una tempesta produce questo effetto: l'attesa interminabile della catastrofe culminante. Ed è fisicamente spossante in quel tumulto eccessivo il semplice avvinghiarsi alla vita" (J .Conrad)
domenica 6 febbraio 2011
martedì 1 febbraio 2011
divertissement
" Pericolose e cattive sono le tristezze che portiamo tra la gente, per sopraffarle; come malattie trattate in modo superficiale e sciocco, esse non fanno che arretrare per erompre, dopo una breve pausa, tanto più virulentemente; e si amassano nell'intimo e sono vita, sono vita non vissuta, svilita, perduta, di cui si può morire" (R. M. Rilke)
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domenica 23 gennaio 2011
riverbero
"La poesia morirà se non la si offende
bisogna possederla e umiliarla in pubblico
poi si vedrà cosa diventa" ( N. Parra)(
mercoledì 19 gennaio 2011
emotional
"Ricorro ai poeti perchè mi sembra che essi dicano qualcosa che è al di là dei miei poteri e che pure è tale che io stesso sceglierei, se ne avessi la capacità" (W.R. Bion)
domenica 16 gennaio 2011
variazioni
"L'inferno è per i puri; questa è la legge del mondo morale. Esso è infatti per i peccatori, e peccare si può solo contro la propria purezza" (T. Mann)
martedì 11 gennaio 2011
musica
" Dove le parole finiscono, inizia la musica" (H. Heine)
giovedì 6 gennaio 2011
mobile isola
"Per riconciliare la tua infanzia con la tua rivolta
il mattino, l'isola intatta
coi segni del destino su te e sulla tua rabbia.
Per farne la tua vita, come risplende un ippocastano.
Il consenso dato
fra le ostinate riserve dell'infanzia.
L'innocente orologio dorato,
che non suona mai quando s'è fanciullini
perchè il sogno batte il polso dell'avvenire
e disfa il tempo.
I ripostigli della nostalgia son forse preliminari
alla tenerezza che si ritrova e s'attua
nei dì che il monte vicino a casa rispondeva all'attesa
come cosa sempre oltre, a un tratto captata?
Quale conquistatrice è la fragile vita!
Specchio dove ci vediamo quali ci desideriamo.
Dovrai sforzarti di rassomiglire a quella tua immagine.
Ma perchè arrossivi, tu che non hai mai avuto paura?
Ci furono gli amori plagiari
d'un modello d'assoluto amore invano bramato
che astiosamente prostrava il tuo corpo
fino a non lasciar più che una grande plaga
offerta all'astro assordante.
Ci fu il tuo deserto, animato
da un aprile di mille menzogne.
Tanti uccelli colpiti dalle febbre, sprezzanti.
Bolle che s'aprivano per tutto il lungo corpo.
E il rifiuto e le lacrime, le lacrime buie e chiare.
Ma l'infanzia, mobile isola, s'avvicinava a prua,
annebbiata negli occhi del sonno,
tra il fragore delle rotte più pericolose.
Perchè all'amore toccasse la fortuna di svegliarla,
per ricompensarti d'averla portata in seno fedele.
Perchè gli fosse possibile di riconoscerti,
tu ch'eri destinata ad aprir la tua vita nella mia.
E oggi è lui che s'avvicina
Oggi piangi vere lacrime di donna, piangi.
Son io... t'ho vista alfine... Entro nell'isola"
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lunedì 3 gennaio 2011
antEros
Il gran mattino reca l'illusione di un inizio.
Avevi dimenticato Virgilio. Sono qui gli esametri.
Ti porto molte cose.
I quattro elementi dei greci: la terra, l'acqua, il fuoco, l'aria.
Un solo nome di donna.
L'amicizia della luna.
I chiari colori dell'atlante.
L'oblio, che purifica.
La memoria che sceglie e che riscrive.
L'abitudine che ci aiuta a sentirci immortali.
Il quadrante e le lancette che dividono l'inafferrabile tempo.
La fragranza del sandalo.
I dubbi che chiamiamo, non senza vanità, metafisica.
Il manico del bastone che la tua mano attende
Il sapore dell'uva e del miele" (J.L.Borges)
domenica 2 gennaio 2011
martedì 28 dicembre 2010
mirabile voce
"Le sirene sono la forma inafferrabile e proibita della voce che attrae. Non sono altro che canto. (...) La loro musica è il contrario di un inno: nessuna presenza scintilla nelle loro parole immortali, solo la promessa di un canto futuro ne percorre la melodia. E' per questo che le sirene seducono, non tanto per ciò che fanno udire, ma per ciò che brilla nella lontananza delle loro parole, l'avvenire di quel che stanno per dire. Il loro fascino non nasce dal canto attuale, ma da quello che s'impegna ad essere. Ora, ciò che le sirene promettono a Ulisse di cantare è il passato delle sue stesse imprese, trasformate per il futuro in poema. "Noi conosciamo le sventure, tutte le sventure che gli dèi nei campi della Troade hanno inflitto alle genti di Argo e di Troia". Offerto come incavo, il canto non è che l'attrazione del canto, ma non promette all'eroe nient'altro se non la copia di quel che ha già vissuto, conosciuto, sofferto, nient'altro se non lui stesso. (...) Può darsi che sotto il racconto trionfante di Ulisse regni il pianto ineludibile per non aver ascoltato meglio e più a lungo, per non essersi immerso il più vicino possibile alla mirabile voce, là dove il canto forse si sarebbe compiuto. (M. Foucault, La pensée du dehors, 1966)
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giovedì 23 dicembre 2010
25, 1, 29
"Non scomporti - sii a tuo agio con me- sono Walt Whitman, liberale e forte come la Natura, e finché il sole non ti eviterà, non sarò io ad evitarti, finché le acque non si rifiuteranno di brillare per te, né le foglie di frusciare per te, le mie parole non si rifiuteranno di brillare e stormire per te. Piccola mia, fisso con te un appuntamento, e ti chiedo di prepararti per essere degna di questo incontro, ti chiedo anche di essere paziente e pura finché io giunga. Per ora ti saluto con uno sguardo eloquente affinché tu non possa dimenticarmi" (W. Whitman)
domenica 19 dicembre 2010
dreamlike
"Tra me e me ho chiamato così la tua immagine, dal momento che non conoscevo il tuo vero nome...che continuo a non conoscere".
Aggiunse queste ultime parole con qualche esitazione, e anch'ella tentennò un poco prima di rispondere alla sua domanda indiretta: "Mi chiamo Zoe".
A Norbert sfuggì di bocca come un lamento: "E' un bel nome e ti sta bene, ma io ci avverto come una crudele ironia, perchè Zoe significa vita".
"Bisogna piegarsi all'irrevocabile- replicò lei- e da tanto tempo ormai mi sono abituata a essere morta. Ma per oggi il mio tempo è scaduto; tu hai portato il fiore dei sepolcri: che mi sia di guida sulla via del ritorno. Dammelo dunque".(W. Jensen, Gradiva)
martedì 14 dicembre 2010
giovedì 9 dicembre 2010
to be for ever
...A Vienna ci sono dieci ragazze,
una spalla dove singhiozza la morte
e un bosco di colombi disseccati.
C'è un frammento del mattino
nel museo della brina.
C'è un salone con mille finestre.
Ahi! Ahi! Ahi! Ahi!
Prendi questo valzer con la bocca chiusa
Prendi questo valzer con la bocca chiusa
Questo valzer, questo valzer, questo valzer,
di sì, di morte e di cognac
che bagna la coda del mare.
T' amo, t' amo, t' amo
con la poltrona e col libro morto,
nel malinconico corridoio,
nell'oscura soffitta del giglio,
nel nostro letto della luna,
e nella danza che sogna la tartaruga.
Ahi! Ahi! Ahi! Ahi!...
( F.Garcia Lorca)
di sì, di morte e di cognac
che bagna la coda del mare.
T' amo, t' amo, t' amo
con la poltrona e col libro morto,
nel malinconico corridoio,
nell'oscura soffitta del giglio,
nel nostro letto della luna,
e nella danza che sogna la tartaruga.
Ahi! Ahi! Ahi! Ahi!...
( F.Garcia Lorca)
martedì 7 dicembre 2010
to be.
"Passavamo la sera in casa, attorno alla tavola, noi fratelli e mia madre. Quanto a mio padre se ne stava a leggere nella parte opposta della casa; e, di tanto in tanto, s'affacciava nella stanza, dove eravamo raccolti a chiacchierare e a giocare, S'affacciava sospettoso, accigliato; e si lamentava con mia madre della nostra serva Natalina, che gli aveva messo in disordine certi libri; "la tua cara Natalina", diceva. "Una demente", diceva, incurante del fatto che la Natalina, in cucina, potesse udirlo. D'altronde alla frase "quella demente della Natalina" la Natalina c'era abituata, e non se ne offendeva affatto" (N.Ginzburg, Lessico famigliare)
To be, or not to be
"Se un fiore fiorisce una sola notte, non per ciò la sua fioritura ci appare meno splendida. E così pure non riuscivo a vedere come la bellezza e la perfezione dell’opera d’arte o della creazione intellettuale dovessero essere svilite dalla loro limitazione temporale Potrà venire un tempo in cui i quadri e le statue che oggi ammiriamo saranno caduti in pezzi, o una razza umana dopo di noi che non comprenderà più le opere dei nostri poeti e dei nostri pensatori, o addirittura un’epoca geologica in cui ogni forma di vita sulla terra sarà scomparsa: il valore di tutta questa bellezza e perfezione è determinato soltanto dal suo significato per la nostra sensibilità viva, non ha bisogno di sopravviverle e per questo è indipendente dalla durata temporale assoluta" (S. Freud, Caducità)
venerdì 3 dicembre 2010
heatless
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