domenica 31 ottobre 2010

non posso ricordare





" Non posso ricordare. Ma quei momenti
puri dureranno in me come
in fondo a un vaso troppo pieno.
Non ti invento nei luoghi
che adesso senza di te non hanno senso.
Il tuo non esserci
è già caldo di te, ed è più vero,
più del tuo mancarmi. La nostalgia
spesso non distingue. Perchè
cercare allora se il tuo influsso
già sento su di me lieve
come un raggio di luna alla finestra"
                                                (A.M.Rilke)

martedì 19 ottobre 2010

the cats will know

  
The cats will know

Ancora cadrà la pioggia
sui tuoi dolci selciati,
una pioggia leggera
come un alito o un passo.
Ancora la brezza e l'alba
fioriranno leggere
come sotto il tuo passo,
quando tu rientrerai.
Tra fiori e davanzali
i gatti lo sapranno.
Ci saranno altri giorni,
ci saranno altre voci.
Sorriderai da sola.
I gatti lo sapranno.
Udrai parole antiche,
parole stanche e vane
come i costumi smessi
delle feste di ieri.
Farai gesti anche tu.
Risponderai parole-
viso di primavera;
farai gesti anche tu.
I gatti lo sapranno,
viso di primavera;
e la pioggia leggera,
l'alba color giacinto,
che dilaniano il cuore
di chi più non ti spera,
sono il triste sorriso
che sorridi da sola.
Ci saranno altri giorni,
altre voci e risvegli.
Soffriremo nell'alba,
viso di primavera.                                                                                                                                       
 

( C. Pavese, da Verrà la morte e avrà i tuoi occhi)                                             

domenica 17 ottobre 2010

troppo umano

          
        "Dalle mani del maestro Peter Gast al pianoforte si sprigionavano suoni stupendi, poderose cascate di note, che si impadronirono  dell'infermo come per magia e, simili a una scossa elettrica, fecero sussultare il suo organismo. Una beata estasi gli si dipinse in volto, tutto il suo corpo vibrava in preda a febbrile agitazione - ecco che una nuova vita pervase le mani diafane e paralizzate. Esse ruppero le catene del torpore e si mossero l'una contro l'altra nel gesto dell'applauso" (H. Althaus, Nietzsche, una tragedia borghese, ed. Laterza 1994)

sabato 9 ottobre 2010

l'arpa invisibile


"Il prototipo di ogni relazione amorosa è il succhiare del bambino al seno della madre da parte del bambino. La scoperta dell'oggetto d'amore è infatti un ritrovare".
Sigmund Freud da "Tre saggi sulla teoria sessuale" (1905)
  “Si, al di là della gente ti cerco
  Non nel tuo nome, se lo dicono, non
  nella tua immagine, se la dipingono.
  Al di là, più in là, più oltre. Al di là ti cerco.
  Non nel tuo specchio e nella tua scrittura, nella tua
  Anima nemmeno. Di più, più oltre.
  Al di là ancora, più oltre di me ti
  Cerco. Non sei ciò che io sento di te. 
  Non sei ciò che mi sta
  palpitando con sangue nelle mie vene
  e non è in me.
  Al di là, più oltre ti cerco. E per trovarti, cessare
  di vivere in te, e in me,
  e negli altri.
  Vivere ormai al di là di tutto
  per trovarti
  come se fosse morire.
Pedro Salinas

venerdì 8 ottobre 2010

visioni erotiche


  "Cerca di fermarle, poeta, anche se poche
di cose come queste si possono fermare.
Le tue visioni erotiche.
Disponile, seminascoste, nel fraseggio.
Vedi di trattenerle, tu, poeta
quando nella mente si risvegliano
la notte o nel fulgore del meriggio"
C. Kavafis, in Settantacinque poesie, Giulio Einaudi Editore, 1992

"La morte non sta  nel non comunicare
ma  nel non poter essere più compresi"


[...]L'intelligenza non avrà mai peso, mai
nel giudizio di questa pubblica opinione.

Neppure sul sangue dei lager, tu otterrai
da uno dei milioni d'anime della nostra nazione,
un giudizio netto, interamente indignato:
irreale è ogni idea, irreale ogni passione,
di questo popolo ormai dissociato
da secoli, la cui soave saggezza
gli serve a vivere, non l'ha mai liberato.
Mostrare la mia faccia, la mia magrezza -
alzare la mia sola puerile voce -
non ha più senso: la viltà avvezza 
a vedere morire nel modo più atroce 
gli altri, nella più strana indifferenza.

Io muoio, ed anche questo mi nuoce.

[...]

(P.Pasolini, da: "La Guinea", Poesia in forma di rosa, in "Bestemmia", volume primo, Garzanti, Milano 1993)

domenica 3 ottobre 2010

tapis roulant

"Nell'altro senso vengono verso te sagome ieratiche e da entrambe le parti lo sguardo è lo stesso, apparentemente assente. Strano modo di incrociarsi, vicini e inaccessibili, in questa fuga accelerata che mima l'indifferenza. Destini colti per un secondo, visi quasi astratti,librati su uno sfondo di spazio grigio. Più in là, il corridoio riservato agli impenitenti della marcia, sdegnosi delle facilitazioni del tapis roulant. Camminano svelti, ansiosi di dimostrare l'inanità delle concessioni alla pigrizia. Li ignoriamo, la loro voglia di farci sentire in colpa ha un che di rozzo e di ridicolo. Meglio attenersi al fascino esigente del tapis roulant. C'è una febbrilità controllata, lungo il percorso malinconico. Nell'immobilità fuggente, siamo personaggi di Magritte, involucri di banalità urbana che incrociano doppi evanescenti su un nastro di piatto infinito"                                                      
  Philippe Delerm, La prima sorsata di birra, Arnoldo Mondadori Editore