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giovedì 24 febbraio 2011

PAN

"Sono stato cresciuto non solo da genitori e da maestri, ma anche da potenze più remote, nascoste e misteriose, tra le quali anche dal dio Pan che stava, in sembianza di piccolo idolo indiano danzante, dietro il vetro nella libreria di mio nonno. Questa divinità, ed altre ancora, si sono prese cura della mia infanzia, e ancora prima che sapessi leggere e scrivere, mi hanno riempito di immagini e di pensieri d′oriente, antichissimi, a tal punto che più tardi io ho considerato ogni incontro con la saggezza indiana e cinese come un ritrovarsi, come un ritorno a casa. Eppure sono europeo, sono persino nato sotto il segno attivo del Sagittario, e per tutta la vita ho praticato le virtù occidentali della impetuosità, del desiderio e della curiosità insaziabile. Per fortuna, come la maggior parte dei bambini, tutto quel che è indispensabile e prezioso nella vita l′ho imparato ancor prima di andare a scuola, con la guida di alberi da frutto, della pioggia e del sole, di fiumi e boschi, di api e insetti, con la guida del dio Pan, l′idolo danzante nella stanza del tesoro del nonno. Conoscevo bene il mondo, impavido stavo in compagnia di animali e stelle, mi sapevo orientare nei frutteti e nell′acqua insieme ai pesci, e sapevo già cantare un buon numero di canzoni. Sapevo anche fare magie, cosa che purtroppo ho disimparato presto e che ho dovuto imparare daccapo in età avanzata, e possedevo tutta la favolosa saggezza dell′infanzia"       (H. Hesse, L'infanzia del mago)