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domenica 6 novembre 2011

Restare nella parola

Ma qual era il tratto singolare di questo sguardo? Che cosa lo connotava?

Vedevo - e l'altro lo avvertiva - insieme a lui al contempo le sue cose: l'albero sotto il quale stava camminando, il libro che teneva in mano, la luce in cui stava, anche se era quella artificiale di un negozio; il vecchio dongiovanni con il suo vestito chiaro e il suo garofano in mano; il viaggiatore con il suo bagaglio; il gigante con il suo invisibile bambino sulle spalle; me stesso insieme al fogliame che arrivava turbinando dal bosco del parco; ciascuno di noi con il cielo sopra il suo capo.

E se queste cose non c'erano?

Allora la mia stanchezza le creava, e l'altro, sperso fino a quell'istante nel vuoto, sentiva intorno a sé da un attimo all'altro l'aura delle sue cose. (...) Grazie alla mia stanchezza il mondo si sbarazzava dei suoi nomi e diventava grande. ( P. Handke)