"Il destino ha abbandonato il palcoscenico su cui avviene la rappresentazione per spiare dalle quinte, fuori dal contesto del dramma, e alla ribalta tutto si riduce a incidenti, le malattie, le crisi. [...] Non vi è più un dio che incomba, una giustizia, un fatto come nella Quinta Sinfonia, la minaccia viene dagli incidenti stradali, da dighe che crollano per difetti di costruzione, dallo scoppio di fabbriche di bombe atomiche causato dalla distruzione d’un addetto ai laboratori, dall’errata regolazione di incubatrici. La nostra strada passa per questo mondo di contrattempi, e sui bordi polverosi, accanto a cartelloni che pubblicizzano le scarpe Bally, le Studebaker, un gelato, e alle lapidi che ricordano le vittime degli incidenti, si colgono ancora alcune storie possibili: l’umanità che traspare da una faccia dozzinale, una disdetta che assume senza volere dimensioni universali, il palesarsi di giudizi e di giustizia, forse anche di pietà, capitata per caso, riflessa dal monocolo di un ubriaco" (F.Dürrenmatt)
