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sabato 16 luglio 2011

Queen of clubs


 "...Ma nei rifiuti del mondo, nasce
un nuovo mondo: nascono leggi nuove
dove non c'è più legge; nasce un nuovo
onore dove l'onore è disonore...
Nascono potenze e nobiltà,
feroci nei mucchi dei tuguri,
nei luoghi sconfinati dove credi
che la città finisca, e dove invece
ricomincia, nemica, ricomincia  
per migliaia di volte, con ponti
e labirinti, cantieri e sterri,
dietro mareggiate di grattacieli
che coprono orizzonti..."  
                             ( P.P. Pasolini)

domenica 27 marzo 2011

e quindi cento...




 Viviamo, mia Lesbia, e amiamoci
e ogni mormorio perfido dei vecchi
valga per noi la più vile moneta.
Il giorno può morire e poi risorgere,
ma quando muore il nostro breve giorno
una notte infinita dormiremo.
Tu dammi mille baci, e quindi cento,
poi dammene altri mille, e quindi cento,
quindi mille continui, e quindi cento.
E quando poi saranno mille e mille
nasconderemo il loro vero numero... (Catullo)

venerdì 25 marzo 2011

spes

Abele e Caino s'incontrarono dopo la morte di Abele. Camminavano nel deserto e si riconobbero da lontano, perché erano ambedue molto alti. I fratelli sedettero in terra, accesero un fuoco e mangiarono. Tacevano, come fa la gente stanca quando declina il giorno. Nel cielo spuntava qualche stella, che non aveva ancora ricevuto il suo nome. Alla luce delle fiamme, Caino notò sulla fronte di Abele il segno della pietra e lasciando cadere il pane che stava per portare alla bocca chiese che gli fosse perdonato il suo delitto. Abele rispose: <Tu hai ucciso me, o io ho ucciso te? Non ricordo più: stiamo qui insieme come prima>. <Ora so che mi hai perdonato davvero> disse Caino <perché dimenticare è perdonare. Anch'io cercherò di scordare>. Abele disse lentamente: <È così. Finché dura il rimorso dura la colpa>. (da Leggenda J. L. Borges)

giovedì 6 gennaio 2011

mobile isola

"Per riconciliare la tua infanzia con la tua rivolta
il mattino, l'isola intatta
coi segni del destino su te e sulla tua rabbia.
Per farne la tua vita, come risplende un ippocastano.

Il consenso dato
fra le ostinate riserve dell'infanzia.
L'innocente orologio dorato,
che non suona mai quando s'è fanciullini
perchè il sogno batte il polso dell'avvenire
e disfa il tempo.

 I ripostigli della nostalgia son forse  preliminari
alla tenerezza che si ritrova e s'attua
nei dì che il monte vicino a casa rispondeva all'attesa
come cosa sempre oltre, a un tratto captata?
Quale conquistatrice è la fragile vita!
Specchio dove ci vediamo quali ci desideriamo.
Dovrai sforzarti di rassomiglire a quella tua immagine.
Ma perchè arrossivi, tu che non hai mai avuto paura?

Ci furono gli amori plagiari
d'un modello d'assoluto amore invano bramato
che astiosamente prostrava il tuo corpo
fino a non lasciar più che una grande plaga
offerta all'astro assordante.
Ci fu il tuo deserto, animato
da un aprile di mille menzogne.
Tanti uccelli colpiti dalle febbre, sprezzanti.
Bolle che s'aprivano per tutto il lungo corpo.
  E il rifiuto e le lacrime, le lacrime buie e chiare.

  Ma l'infanzia, mobile isola, s'avvicinava a prua,
annebbiata negli occhi del sonno,
tra il fragore delle rotte più pericolose.
Perchè all'amore toccasse la fortuna di svegliarla,
per ricompensarti d'averla portata in seno fedele.
Perchè gli fosse possibile di riconoscerti,
tu ch'eri destinata ad aprir la tua vita nella mia.
E oggi è lui che s'avvicina
Oggi piangi vere lacrime di donna, piangi.
Son io... t'ho vista alfine... Entro nell'isola"

domenica 28 novembre 2010

affections

“L’amore
   non è paradiso terrestre,
a noi
l’amore
  annunzia ronzando
  che di nuovo
è stato messo in marcia
il motore
                 raffreddato del cuore” ( V. Majakovskij)