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domenica 10 luglio 2011

Euridice

                               

"Cosa resta, quando resta poesia
   
Nient'altro  che l'essenziale, dunque quasi niente. Anime inchitonate di una solitaria e condivisa paura della loro forza dissolutrice, che può ancora attrarre a sé e offrire da vicino, con le sue lunghissime braccia orfiche, l'immaginario in versi (...) E per come Roma viveva l'ethos ho meno passione che per come il latino in metri duraturi lo disponeva. Non vale l'argomento, ma l'energia che il disegno emana, la luce sospesa ai lampadari del suono, i dolori virili di parto del verbo" (G. Ceronetti)

mercoledì 13 aprile 2011

jeringado

      
      "Come e più di una donna ti abbiamo amata, cercando di afferrarti nei giri di notte per disabitate vie, di abbracciarti, di convincerti, dopo un fuggitivo spasmo, a non lasciraci subito. Ti abbiamo amata come la voce umana, come la voce più umana...Come luce d'Occidente, dove sempre sarà tramonto, ci hai dato istruzioni per bene, e anche superiormente, morire; come luce d'Oriente, dove il tempo non ha colore, hai dissolto la nascita e svuotato di denti la morte. 
Ricordaci , filosofia.
Ora che il mondo dei non-viventi, in un delirio di conoscenze e di onniscienza inseparabili dalla sua condanna alla polvere e all'espiazione ti ha espulsa, buttata fuori dalla casa della coscienza e ti ha costretta a rifugiarti non si sa dove, in luoghi irrivelati, perchè determinato ad adorare e a servire soltanto gli idoli che hanno radici tra oscuri dannati - ricordaci, filosofia.
Ricordaci, perchè nella tua memoria di scacciata una via di senso è tracciata-indecifrabile ma indistruttibile - delle nostre sciagurate, tuffate nell'infamia dell'insignificanza, vite.
Il ricordo di noi in te, il tuo in noi, filosofia" 
                                 (G. Ceronetti)