"Passavamo la sera in casa, attorno alla tavola, noi fratelli e mia madre. Quanto a mio padre se ne stava a leggere nella parte opposta della casa; e, di tanto in tanto, s'affacciava nella stanza, dove eravamo raccolti a chiacchierare e a giocare, S'affacciava sospettoso, accigliato; e si lamentava con mia madre della nostra serva Natalina, che gli aveva messo in disordine certi libri; "la tua cara Natalina", diceva. "Una demente", diceva, incurante del fatto che la Natalina, in cucina, potesse udirlo. D'altronde alla frase "quella demente della Natalina" la Natalina c'era abituata, e non se ne offendeva affatto" (N.Ginzburg, Lessico famigliare)
