a Mario Monicelli, uomo. m.p.
"Ti trascino
per i varchi della mia incostanza
afferrandoti per il braccio
su cui è tatuato il disappunto
e cerco nel tuo volto i segni del
disagio, con un timore dentro
che scorgo ad ogni lampo di coscienza
Con incroci di addii
ho progettato il calvario della notte
ed ho bendato gli occhi al pensiero che dorme,
perchè non senta il dramma
del risveglio.
Ma al di là di ogni parola c'è un
silenzio, al di là di ogni sguardo
un altro cielo
e tu ridi
camminando sul filo del tuo sogno
e poi cedi, ridendo, ad un pianto improvviso,
mentre dita confuse tra il ritrarsi e il cercare
svelte tornano al braccio
svelte tornano al braccio
ad impedire il volo" (U. Crocetti)
