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sabato 24 marzo 2012

falena

La cipolla è un’altra cosa.
Interiora non ne ha.
Completamente cipolla
fino alla cipollità.
Cipolluta di fuori,
cipollosa fino al cuore,
potrebbe guardarsi dentro
senza provare timore.

In noi ignoto e selve
di pelle appena coperti,
interni d’inferno,
violenta anatomia,
ma nella cipolla – cipolla,
non visceri ritorti.
Lei più e più volte nuda,
fin nel fondo e così via.

Coerente è la cipolla,
riuscita è la cipolla.
Nell’una ecco sta l’altra,
nella maggiore la minore,
nella seguente la successiva,
cioè la terza e la quarta.
Una centripeta fuga.
Un’eco in coro composta.

La cipolla, d’accordo:
il più bel ventre del mondo.
A propria lode di aureole
da sé si avvolge in tondo.
In noi – grasso, nervi, vene,
muchi e secrezione.
E a noi resta negata
l’idiozia della perfezione.
(W. Szymborska)

martedì 24 gennaio 2012

entre - deux






"L’antichità vedeva nel sacrificio un crimine, il crimine di colui che infliggeva la morte alla vittima di fronte al silenzio e all’angoscia del pubblico; crimine in cui il sacrificatore, consapevolmente ed egli stesso angosciato, violava il divieto dell’omicidio. Ciò che è importante è che, nella sua essenza e nella pratica, solo l’arte esprime questo momento di trasgressione religiosa, ed è la sola sia ad esprimerlo tanto profondamente, sia ad esserne l’unica via d’uscita. E’ lo stato di regressione che il desiderio vuole, è l’esigenza di un mondo più ricco e prodigioso, l’esigenza, in una parola, di un mondo sacro. La trasgressione si traduce sempre in forme prodigiose: ovvero nella musica, nella poesia, nella danza, nella tragedia e nella pittura. L’arte non ha altra origine che la festa, in ogni tempo, e la festa, che è religiosa, si lega al dispiegarsi di tutte le risorsa dell’arte.Non possiamo immaginare un’arte indipendente dal movimento che generò la festa”  (G. Bataille)