La casa è un corpo;
è il tuo corpo, e allo stesso tempo il mio. Tento di camminare
e i lenzuoli mi si trascinano dietro come dopo l’amore; tento
di posare
un bicchiere, un piatto sul tavolo; – dalle mie dita
pende quella catenina familiare con la tua crocetta (quella
che dicono ti abbia regalato la Dea), quella
che ti pendeva sul petto, che sprigionava un alito leggero dal
tepore della tua carne; (sí, te l’ho rubata io). (G. Ritsos)
mercoledì 27 novembre 2013
domenica 24 novembre 2013
visioni diverse
“Chi è nato e cresciuto sul mare e poi vive in entroterra è un po’ più sordo degli altri. Una parte dell’orecchio è fissata a un suono mancante. E’ un po’ più cieco degli altri. Il tratto d’orizzonte dove il suolo improvvisamente smette in faccia all’immensità, è stato definitivamente assegnato a una porzione di pupilla che non può più essere riconvertita ad altra messa a fuoco che non sia quella chiamata in gergo “infinito”. Ho dato spalle al mare. Ho estratto dalla pazienza del corpo l’ultima delle sue prontezze, scalare rocce. Ho messo le mani su nobili sommità alpine, ma il più intenso tenersi ad appigli lo assaggio sulle falesie a mare. Là il mare è alle spalle, ma soprattutto sta sotto i piedi e dondola e ringhia e non placa ma aizza l’abisso salito.” E. De Luca -
giovedì 21 novembre 2013
nuvola
(R. Magritte)
lunedì 18 novembre 2013
fianco
«L'anima di una donna è anche nel fianco,
nello scatto con cui accenna e si ritrae:
altri fida nel gesto della mano
che lo rivela uomo [...]
Andiamo dove vuoi: spazio del gioco
è il fianco che contiene già il guizzare
del nuovo nato, e niente è più sicuro». (D. Piccini)
nello scatto con cui accenna e si ritrae:
altri fida nel gesto della mano
che lo rivela uomo [...]
Andiamo dove vuoi: spazio del gioco
è il fianco che contiene già il guizzare
del nuovo nato, e niente è più sicuro». (D. Piccini)
martedì 12 novembre 2013
sabato 9 novembre 2013
martedì 5 novembre 2013
Non qui, non ora. Ma con te non posso lottare.
Resta, allora, senso del tempo, che dandomi la misura
del passare
pronta mi fai a partire dove non arriverò.
Nei vapori mattutini riavvia la ruota Atene e sono anch'io
nel coro di voci e rumori a contrastare il coro improvviso
di antichissime cicale che grideranno
ancora insieme qui, solo loro...
Resta, allora, senso del tempo, che dandomi la misura
pronta mi fai a partire dove non arriverò.
Nei vapori mattutini riavvia la ruota Atene e sono anch'io
nel coro di voci e rumori a contrastare il coro improvviso
di antichissime cicale che grideranno
Ma impigliata negli sterpi, la ciocca del dio
che ci corre nelle vene di dormienti inquieti che aspettano
di risalire per le giovani linfe che spargemmo
nella tua dura luce, nostro umano passare.(I. Vallerugo)
venerdì 1 novembre 2013
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