mercoledì 5 giugno 2013


Sguscia discinta
la creatura sacra,
biforcuta,
e poi s’annida
famelica di sé 
e pulsa
di carezze
bevute.
(...)
Incontinente notte dell’ umido bocciolo
fragilità
divina 
riposta
tra l'ombra più lunga
e la fatica dell'aurora. (m.p.)



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