giovedì 27 giugno 2013







 Eccoti
 ancora affiori  in pallidi raggi,
 riverbero
 dell’eterna domanda
 che poniamo  al tuo volto
 dove annegano
 attonite
 fatali dissolvenze.
 E mi sembra che ci guardi
 ed io so che sai,
 perché io so …

 mi  bagnerò di te anche    domani
 nel riflesso increspato delle onde
 e mi rivestirò del  segreto,
 femmina eterna
 innocua perché incerta,
 come Dio. (m.p.)



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