lunedì 30 dicembre 2013
domenica 29 dicembre 2013
ragnatela
"Dove si colloca la nostra immagine? Soltanto nella memoria di coloro che ci circondano? Oppure il carattere rimane negli oggetti accumulati, negli attrezzi che sono stati usati, nei luoghi che sono stati abitati? [...] . La dipartita del loro compagno vivente ha trasferito in essi parte di questa vita, promuovendoli dalla sfera privata alla sfera del sacro " (J. Hillman)
venerdì 13 dicembre 2013
étrangere
Sfiorerò i tuoi sogni
e te che sogni per sognare
dalle dita note di silenzio
compongono gli assiuoli dell'anima.
Erro nuovamente e piena
nel timido bagliore della vita.
E t'amo d'un amore
incognito ai tuoi occhi.
Errare...(m.p.)
.
e te che sogni per sognare
dalle dita note di silenzio
compongono gli assiuoli dell'anima.
Erro nuovamente e piena
nel timido bagliore della vita.
E t'amo d'un amore
incognito ai tuoi occhi.
Errare...(m.p.)
.
martedì 10 dicembre 2013
desbaratar
“Tutto ciò che di noi si può immaginare è realmente possibile, ancorché non sia vero per noi. Che per noi non sia vero, gli altri se ne ridono. È vero per loro. Tanto vero, che può anche capitare che gli altri, se non vi tenete forte alla realtà che per vostro conto vi siete data, possono indurvi a riconoscere che più vera della vostra stessa realtà è quella che vi danno loro.” ( L. Pirandello)
giovedì 5 dicembre 2013
domenica 1 dicembre 2013
Io ti sognai una sera...
Donna, fatta di tutte le mie finzioni riunite,
hai vibrato nei miei nervi come una maestà,
piangendo nei sentieri dell'illusione perduta
ho sentito il contatto della tua ignota beltà.
Avvizziti i miei sogni e le mie folli chimere
ti ho forgiata a pezzi celesti e carnali,
come una resurrezione, come una primavera
nella selva di tanti stupidi ideali...
Ho sognato la tua carne divina e profumata,
in mezzo a un morboso torturare del mio essere;
e anche se imprecisa, so come sei, amata,
finzione fatta maestà in carne di donna...
Io ti cerco negli occhi di tutte le donne,
ti cerco però mai ho potuto incontrarti,
e c'è nel disincanto, l'incanto che sei
o che sarai più bella di una donna volgare.
Ti sentiranno i miei sogni eternamente mia,
spuntare dalla bruma di tutte le mie tristezze,
come germinatrice di rare allegrie
che ravviveran la fiamma della tua ignota bellezza. (P. Neruda)
hai vibrato nei miei nervi come una maestà,
piangendo nei sentieri dell'illusione perduta
ho sentito il contatto della tua ignota beltà.
Avvizziti i miei sogni e le mie folli chimere
ti ho forgiata a pezzi celesti e carnali,
come una resurrezione, come una primavera
nella selva di tanti stupidi ideali...
Ho sognato la tua carne divina e profumata,
in mezzo a un morboso torturare del mio essere;
e anche se imprecisa, so come sei, amata,
finzione fatta maestà in carne di donna...
Io ti cerco negli occhi di tutte le donne,
ti cerco però mai ho potuto incontrarti,
e c'è nel disincanto, l'incanto che sei
o che sarai più bella di una donna volgare.
Ti sentiranno i miei sogni eternamente mia,
spuntare dalla bruma di tutte le mie tristezze,
come germinatrice di rare allegrie
che ravviveran la fiamma della tua ignota bellezza. (P. Neruda)
mercoledì 27 novembre 2013
data in avanti
La casa è un corpo;
è il tuo corpo, e allo stesso tempo il mio. Tento di camminare
e i lenzuoli mi si trascinano dietro come dopo l’amore; tento
di posare
un bicchiere, un piatto sul tavolo; – dalle mie dita
pende quella catenina familiare con la tua crocetta (quella
che dicono ti abbia regalato la Dea), quella
che ti pendeva sul petto, che sprigionava un alito leggero dal
tepore della tua carne; (sí, te l’ho rubata io). (G. Ritsos)
è il tuo corpo, e allo stesso tempo il mio. Tento di camminare
e i lenzuoli mi si trascinano dietro come dopo l’amore; tento
di posare
un bicchiere, un piatto sul tavolo; – dalle mie dita
pende quella catenina familiare con la tua crocetta (quella
che dicono ti abbia regalato la Dea), quella
che ti pendeva sul petto, che sprigionava un alito leggero dal
tepore della tua carne; (sí, te l’ho rubata io). (G. Ritsos)
domenica 24 novembre 2013
visioni diverse
“Chi è nato e cresciuto sul mare e poi vive in entroterra è un po’ più sordo degli altri. Una parte dell’orecchio è fissata a un suono mancante. E’ un po’ più cieco degli altri. Il tratto d’orizzonte dove il suolo improvvisamente smette in faccia all’immensità, è stato definitivamente assegnato a una porzione di pupilla che non può più essere riconvertita ad altra messa a fuoco che non sia quella chiamata in gergo “infinito”. Ho dato spalle al mare. Ho estratto dalla pazienza del corpo l’ultima delle sue prontezze, scalare rocce. Ho messo le mani su nobili sommità alpine, ma il più intenso tenersi ad appigli lo assaggio sulle falesie a mare. Là il mare è alle spalle, ma soprattutto sta sotto i piedi e dondola e ringhia e non placa ma aizza l’abisso salito.” E. De Luca -
giovedì 21 novembre 2013
nuvola
(R. Magritte)
lunedì 18 novembre 2013
fianco
«L'anima di una donna è anche nel fianco,
nello scatto con cui accenna e si ritrae:
altri fida nel gesto della mano
che lo rivela uomo [...]
Andiamo dove vuoi: spazio del gioco
è il fianco che contiene già il guizzare
del nuovo nato, e niente è più sicuro». (D. Piccini)
nello scatto con cui accenna e si ritrae:
altri fida nel gesto della mano
che lo rivela uomo [...]
Andiamo dove vuoi: spazio del gioco
è il fianco che contiene già il guizzare
del nuovo nato, e niente è più sicuro». (D. Piccini)
martedì 12 novembre 2013
sabato 9 novembre 2013
martedì 5 novembre 2013
Non qui, non ora. Ma con te non posso lottare.
Resta, allora, senso del tempo, che dandomi la misura
del passare
pronta mi fai a partire dove non arriverò.
Nei vapori mattutini riavvia la ruota Atene e sono anch'io
nel coro di voci e rumori a contrastare il coro improvviso
di antichissime cicale che grideranno
ancora insieme qui, solo loro...
Resta, allora, senso del tempo, che dandomi la misura
pronta mi fai a partire dove non arriverò.
Nei vapori mattutini riavvia la ruota Atene e sono anch'io
nel coro di voci e rumori a contrastare il coro improvviso
di antichissime cicale che grideranno
Ma impigliata negli sterpi, la ciocca del dio
che ci corre nelle vene di dormienti inquieti che aspettano
di risalire per le giovani linfe che spargemmo
nella tua dura luce, nostro umano passare.(I. Vallerugo)
venerdì 1 novembre 2013
domenica 27 ottobre 2013
abbraccio (ἔνδον Μορϕεύς)
Solo un giorno perfetto
Mi hai fatto dimenticare me stesso
Pensavo di essere qualcun altro, qualcuno valido...
Mi hai fatto dimenticare me stesso
Pensavo di essere qualcun altro, qualcuno valido...
venerdì 25 ottobre 2013
giovedì 24 ottobre 2013
hidalgo
Ogni tanto scrivendo m' interrompo e vado alla finestra. Il cielo è vuoto, e a noi vecchi d' Ombrosa, abituati a vivere sotto quelle verdi cupole fa male agli occhi guardarlo. Si direbbe che gli alberi non hanno retto, dopo che mio fratello se n' è andato, o che gli uomini sono stati presi dalla furia della scure...
Ombrosa non c' è più. Guardando il cielo sgombro, mi domando se davvero è esistita. Quel frastaglio di rami e foglie, biforcazioni, lobi, spiumii, minuto e senza fine, e il cielo solo a sprazzi irregolari e ritagli, forse c' era solo perché ci passasse mio fratello col suo leggero passo di codibugnolo, era un ricamo fatto sul nulla che assomiglia a questo filo d' inchiostro, come l' ho lasciato correre per pagine e pagine, zeppo di cancellature, di rimandi, di sgorbi nervosi, di macchie, di lacune, che a momenti si sgrana in grossi acini chiari, a momenti si infittisce in semi minuscoli come semi puntiformi, ora si ritorce su se stesso, ora si biforca, ora collega grumi di frasi con contorni di foglie e di nuvole, poi s' intoppa, e poi ripiglia ad attorcigliarsi, e corre corre e si si dipana e avvolge un ultimo grappolo insensato di parole idee sogni ed è finito. " ( I. Calvino)
lunedì 21 ottobre 2013
"La penna è la lingua dell'anima"
Il Funambolo splendeva tutto camminando sulla sua fune, sotto la luna, con una superba destrezza che dissimulava il rischio e la fatica, e perfino il travaglio dell’arte. (G. Ritsos)
domenica 20 ottobre 2013
venerdì 18 ottobre 2013
in canto
"Chi ama la luna davvero non si accontenta di contemplarla come un'immagine convenzionale, vuole entrare in un rapporto più stretto con lei, vuole vedere di più nella luna, vuole che la luna dica di più..." (I. Calvino)
lunedì 14 ottobre 2013
Musique De Nuit
giovedì 10 ottobre 2013
lunedì 7 ottobre 2013
helianthus
‘E’ un improbo recupero di forze per avvertire un po' di eternità’. (A. Merini)
venerdì 4 ottobre 2013
giovedì 3 ottobre 2013
Un marinaio ha lasciato il mareil suo battello ha lasciato il porto
e il re ha lasciato la regina
un avaro ha lasciato il suo oro
... et voilà
una vedova che lascia il suo lutto
una pazza che lascia il manicomio
e il tuo sorriso che lascia le mie labbra
... et voilà
Tu mi lascerai
tu mi lascerai
tu mi lascerai
tu tornerai a me
tu mi sposerai
tu mi sposerai
Il coltello sposa la piaga
l'arcobaleno sposa la pioggia
il sorriso sposa le lacrime
le carezze sposano le minacce
... et voilà
E il fuoco sposa il ghiaccio
e la morte sposa la vita
come la vita sposa l'amore
Tu mi sposerai
tu mi sposerai
tu mi sposerai. (J. Prévert)
martedì 1 ottobre 2013
giovedì 26 settembre 2013
...E anche avere ricordi non basta.
Si deve poterli dimenticare, quando sono molti,
e si deve avere la grande pazienza di aspettare che ritornino.
Poiché i ricordi di per se stessi ancora non sono.
Solo quando divengono in noi sangue, sguardo e gesto,
senza nome e non più scindibili da noi,
solo allora può darsi che in una rarissima ora
sorga nel loro centro e ne esca la prima parola di un verso.(R. M. Rilke)
mercoledì 25 settembre 2013
E il nostro impeto e il riso trionfale e il rapido
vestirsi nel mezzo della notte per salire le scale di pietra
della città alta.
Il respiro trattenuto per la meraviglia e il silenzio, la
porosità
dei massi consunti e le porte della cattedrale.
E piú tardi guardare giú dal ponte i frutteti quando
sotto la luna ogni albero sta sul suo inginocchiatoio,
e nel buio dal cuore segreto dei pioppi bussa l’eco
della turbina ad acqua. (Czasław Miłosz)
vestirsi nel mezzo della notte per salire le scale di pietra
della città alta.
Il respiro trattenuto per la meraviglia e il silenzio, la
porosità
dei massi consunti e le porte della cattedrale.
E piú tardi guardare giú dal ponte i frutteti quando
sotto la luna ogni albero sta sul suo inginocchiatoio,
e nel buio dal cuore segreto dei pioppi bussa l’eco
della turbina ad acqua. (Czasław Miłosz)
sabato 21 settembre 2013
dance
-
"Il colibrì non è un uccello come tutti gli altri, ha un ritmo cardiaco di 1200 battiti al minuto. Le sue ali sbattono ottanta volte al secondo. Se gli impedisci di sbattere le ali... lui muore in meno di dieci secondi. Questo non è un uccello qualunque. Questo è una specie di miracolo. Hanno rallentato le sue ali col cinematografo e sapete cos' hanno visto? Che le punte delle ali fanno così. E che cosa rappresenta il numero 8 come simbolo matematico? L'infinito!" ("Il curioso caso di Benjamin Button")
"Il colibrì non è un uccello come tutti gli altri, ha un ritmo cardiaco di 1200 battiti al minuto. Le sue ali sbattono ottanta volte al secondo. Se gli impedisci di sbattere le ali... lui muore in meno di dieci secondi. Questo non è un uccello qualunque. Questo è una specie di miracolo. Hanno rallentato le sue ali col cinematografo e sapete cos' hanno visto? Che le punte delle ali fanno così. E che cosa rappresenta il numero 8 come simbolo matematico? L'infinito!" ("Il curioso caso di Benjamin Button")
venerdì 20 settembre 2013
sabato 14 settembre 2013
Se l'ironia è l'ultimo luogo libero, vuol dire che tutto è sbarre e manette. L'ironia ( purché illimitata: il difficile è non porsi dei limiti, averne abbastanza da spargerla su tutto a partire da se stessi) consente di evitare tutte la sbarre invisibili di questa colossale Rebibbia elettronica che è il Mondo che stiamo illustrando con la nostra indispensabile presenza.Si vende a un prezzo alto, l'ironia totale, ma rende il doppio, il triplo... Con l'ironia per sistema di vita (e di scrittura, quando si scrive) si è salvi sempre; capìti, invece, poco, pochissimo: ma importa molto di più salvarsi che essere capìti. L' ironia è una specie di malinconica Stella della Redenzione... Qualunque cosa faccia, chi ce l'abbia per scudo interno ed esterno, non potrà mai perdersi. Avrà le mani libere in tutto, eccetto che per fare del male. (G. Ceronetti)
giovedì 12 settembre 2013
giovedì 5 settembre 2013
lunedì 2 settembre 2013
venerdì 30 agosto 2013
giovedì 29 agosto 2013
Dicono addio i colori dei tramonti. È tempo di preparare
le tre valigie – i libri, le carte, le camicie –
e non scordare quella veste rosa che ti stava così bene
anche se d'inverno non la indosserai. Io,
nei pochi giorni che ancora ci restano, riguarderò
i versi scritti in luglio e agosto,
anche se temo di non aver aggiunto niente, semmai
di avere sottratto molto, poiché da essi traspare
l'oscuro sospetto che questa estate
con le sue cicale, i suoi alberi, il mare,
coi fischi delle navi nei tramonti gloriosi,
coi barcaioli sotto i balconi al chiar di luna
e con la sua misericordia ipocrita, sarà l'ultima. (G. Ritsos)
sabato 24 agosto 2013
venerdì 23 agosto 2013
Topos
"Sei venuta dal mare. Tutto accogli e scruti e respingi da te come il mare. Nel cuore hai silenzio, hai parole inghiottite. Sei buia. Per te l’alba è silenzio. Sei la camera buia cui si ripensa sempre, come il cortile antico dove s’apriva l’alba."
Cesare Pavese
sabato 17 agosto 2013
Bruno
da svegliare la furia del pallido e del freddo
da sud a sud solleva i tuoi occhi indelebili
da sole a sole suoni la tua bocca di chitarra.
Non voglio che vacillino il tuo riso e i tuoi passi
non voglio che muoia la mia eredità di gioia
non chiamare il mio petto, sono assente.
Vivi nella mia assenza come in una casa.
E' una casa tanto grande l'assenza
che ci entrerai attraverso le pareti
e appenderai i quadri là nell'aria.
E' una casa tanto trasparente l'assenza
che senza vita io ti vedrò vivere
e se tu soffri, amore, morirò di nuovo. (P.Neruda)
cum fligere
L'uomo reca in sé la propria condanna e la propria salvezza.
("L' angelo sterminatore" di L. Buñuel )
mercoledì 14 agosto 2013
La discesa di Inanna
"Le Thriai dicono il vero se hanno potuto mangiare il miele, ma mentono e turbinano nell'aria se ne sono prive. Apollo si mostrò impaziente di sbarazzarsi di loro. Voleva cancellare ogni richiamo alle origini del suo potere sovrano. Così le donò a Hermes, dono avvelenato, con parole che le umiliavano, come se le Thriai rappresentassero le basse opere della divinazione e dovessero rimanere per sempre, con i loro dadi e le loro pietruzze, in un recinto infantile della conoscenza.[...] Così gli rimase accanto un vuoto. E si può ipotizzare che il luogo lasciato libero dalle Thriai dovesse essere, un giorno, occupato dalle Muse..." (R. Calasso)
domenica 11 agosto 2013
materia prima
Tace la notte, riposano le strade,
in questa casa abitava il mio tesoro;
ha lasciato da molto la città,
ma la casa è sempre nello stesso posto.
in questa casa abitava il mio tesoro;
ha lasciato da molto la città,
ma la casa è sempre nello stesso posto.
C’è anche una persona, e guarda fisso in alto,
e si torce le mani per la forza del dolore,
inorridisco vedendo il suo volto -
la luna mi mostra la mia stessa figura.
e si torce le mani per la forza del dolore,
inorridisco vedendo il suo volto -
la luna mi mostra la mia stessa figura.
Tu sosia, tu pallido amico!
Perché scimmiotti la mia pena d’amore,
che mi ha afflitto in questo posto
per tante notti, nel tempo passato? (H. Heine)
Perché scimmiotti la mia pena d’amore,
che mi ha afflitto in questo posto
martedì 6 agosto 2013
Waltz
Sono così sgargianti i giorni, così chiari,
che la polvere bianca della disattenzione
copre persino le rare esili palme.
Le serpi scivolano silenziose nelle vigne,
ma alla sera il mare si fa cupo e i gabbiani
sospesi nell’aria si muovono appena,
punteggiatura di un più alto scritto.
Sulle tue labbra una goccia di vino.
Le montagne calcaree all’orizzonte si dissolvono
lente mentre una stella appare.
La notte, in piazza, un’orchestra di marinai
in uniformi bianche immacolate
suona un valzer di Šostakovic; piangono
i bimbi, come se intuissero
di cosa parla quella musica allegra.
Siamo stati rinchiusi nella scatola del mondo.
L’amore ci renderà liberi, il tempo ci ucciderà. (A. Zagajewski)
che la polvere bianca della disattenzione
copre persino le rare esili palme.
Le serpi scivolano silenziose nelle vigne,
ma alla sera il mare si fa cupo e i gabbiani
sospesi nell’aria si muovono appena,
punteggiatura di un più alto scritto.
Sulle tue labbra una goccia di vino.
Le montagne calcaree all’orizzonte si dissolvono
lente mentre una stella appare.
La notte, in piazza, un’orchestra di marinai
in uniformi bianche immacolate
suona un valzer di Šostakovic; piangono
i bimbi, come se intuissero
di cosa parla quella musica allegra.
Siamo stati rinchiusi nella scatola del mondo.
L’amore ci renderà liberi, il tempo ci ucciderà. (A. Zagajewski)
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