"...potemmo toccarle con le mani quelle
rose stupende, potemmo finalmente inebriarci del loro destino di fiori, oh, fu
quello il tempo in cui tutte le nostre inquietudini segrete disparvero, perchè
finalmente eravamo vicini a Dio, e la nostra sofferenza era arrivata fino al
fiore, e era diventata fiore essa stessa. Dio!...E per ore, inginocchiata a
terra stetti a bere di quella sostanza vitale, senza peraltro fiatare, senza
dire a nessuno che avevo incontrato un nuovo tipo di morte...Non avrei potuto
scrivere in quel momento nulla che riguardasse i fiori perchè io stessa ero
diventata un fiore, io stessa avevo un gambo e una linfa" (A.Merini)

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