Tu sai del mio essere
donna che ti segue e
vede oltre
e prima di te guarda il mistero.
Del mio latte profumato di fragole
che hai bevuto al tavolo
dell’umano gioco,
dell’esserti compagna
e strega innocente che s’incarna del diavolo
e femmina scaltra che
ti è puttana.
Del mio attenderti fino all’ora della falce, io sola, accanto
al nostro fuoco.
Tu sai.
Tu sai di questa città sotto le luci
che cambia
mentre si fa notte
E sai che sono ancòra,
pur stremata dai millenni che la tua penna
ah sì, la tua penna mi ha iniettato nelle vene.
Perché tu sai del mio grembo,
che resiste e mi è fedele.
Tu solo sai
che in questa città sotto le luci
in queste strade che mi vedono ebbra
rotola il film che mi regalò il tuo amore. (M. P.)
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