sabato 24 novembre 2012

Ingmar


Tu sai del mio essere
donna che ti segue e 
vede  oltre
e prima di te guarda il mistero.

Del mio latte profumato di fragole
che hai bevuto al tavolo
dell’umano gioco,
dell’esserti compagna
e strega innocente  che s’incarna del diavolo
e  femmina scaltra che  ti è puttana.
Del mio attenderti fino all’ora della falce, io sola, accanto al nostro fuoco.
Tu sai.


Tu sai di questa città sotto le luci
                                    che cambia mentre si fa notte
E sai che sono ancòra,
pur stremata dai millenni che la tua penna
ah sì, la tua penna mi ha iniettato nelle vene.
Perché tu sai del mio grembo,
che resiste e mi è fedele.

Tu solo sai
che in questa città sotto le luci
in queste strade che mi vedono ebbra
               rotola il film che mi regalò il tuo amore.  (M. P.)
 

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