lunedì 8 ottobre 2012

ordinary day



Sei tornata ridendo dal mercato, carica
di pane, frutta e un’infinità di fiori. Sui tuoi capelli,
          vedo,
ha passato le dita il vento. Non lo amo il vento;
te lo ripeto. E poi, che te ne fai di tanti fiori? Quali
         fra tutti,
tra l’altro, ti regalò il fiorista? E magari nello specchio
del suo negozio è rimasta la tua immagine illuminata
         di lato
con una macchia blu sul mento. Non li amo i fiori.
         Sul tuo seno
un fiore grande quanto un giorno intero. Siedi dunque
         di fronte a me;
voglio guardare solo come pieghi il ginocchio, e star
         lí a fumare
finché cada la notte misteriosa e s’alzi magnetica sul
         nostro letto
una luna popolare da sabato sera, col violino, il salterio
         e un clarinetto. (G.Ritsos)
 

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