mercoledì 31 ottobre 2012

rive



Dalle sue braccia addormentate
fiumi di sogno
presero d’assalto la mia bocca.
La riva delle mie labbra
fiorí
e riempí di papaveri
le sue rive,
una terra cosí quieta
e amorevole
da cancellare
...
 le sue due ali d’ombra. 
                                (C. Janés)

 

domenica 28 ottobre 2012

canto




Ma io il pianto per te l'ho levigato
giorno per giorno come luce piena

e lo rimando tacita ai miei occhi

che, se ti guardo, vivono di stelle.
(A. Merini)












 

sabato 27 ottobre 2012

...come il sole, come la cicala...





Ti scrivo da vicino, come se la mano
ti fosse oggetto breve affiorato,
come se dalla strada ti arrivasse
la piccola certezza per l'acquisto
dei minuti seguenti. Da vicino
come il sole, come la cicala.
Come un silenzio pieno
che ti venisse agli occhi di mattina
e amarti fosse l'abito
scelto al cominciar del giorno. 
                                         (P. Tamen)




domenica 21 ottobre 2012

vento con vento


Il tuo corpo tagliato
da una lama di luce –
per metà carne,
per metà ricordo.
Illuminazione obliqua,
il grande letto
intero,
il tepore lontano,
e la coperta rossa.
Chiudo la porta,
chiudo le finestre.
Vento con vento.
Unione inespugnabile.
Con la bocca piena
di un boccone di notte.
Ahi, l’amore.
                                     Y Ritsos

venerdì 19 ottobre 2012

Sarabanda

E’ necessario rendersi conto che lo sguardo che attribuiamo agli altri è il nostro stesso sguardo. Il mondo ci vede e ci percepisce in funzione di come ci vediamo e percepiamo. Se ci sentiamo onesti, il mondo non metterà in dubbio la nostra onestà. Se ci sentiamo ladri, invece, attireremo su di noi il sospetto e la diffidenza.
E’ importante essere consapevoli del modo in cui percepiamo noi stessi, poiché è questo il nostro sguardo su noi stessi a determinare la qualità e il tenore dei nostri rapporti con il mondo.
                                                                                                               Alejandro Jodorowsky 

mercoledì 17 ottobre 2012

martedì 16 ottobre 2012

click

Guardi te stessa. Ed anche chi ti guarda.
Uno spettro sul muro del giardino.
Uno è lo spettro e l’altra, sì, sei tu –
sempre che entrambi esistiate davvero.

Che strano esser qualcuno dietro un volto,
avere un nome e sapere che è il tuo,
trovarsi in questo angolo di verde.
Una chiocciola osservi: avanza e sosta.

Tu stai seduta, e ti domandi quieta
fino a quando. Ti muovi? No, rimani.
Ignoto è il tessitore dell’ordito.
Scivola via un minuto dopo l’altro
.
                                         (W. Cope)

sabato 13 ottobre 2012

...così ti canto

  



 


In questa foto oscena - fu venduta
per la via, di nascosto dalla guardia -
in questa foto pornografica, com'è
che c'è un viso di sogno come questo,
com'è che ci sei tu.

Chissà che vita grama e sordida farai:
in che trucido ambiente ti sarai
fatto fotografare;
che anima da nulla è mai la tua.
Pure, ancora di più resti per me quel viso
di sogno, la figura
fatta e donata per piaceri greci -
così resti per me, così ti canto
                                                                              (C.Kavafis )

lunedì 8 ottobre 2012

ordinary day



Sei tornata ridendo dal mercato, carica
di pane, frutta e un’infinità di fiori. Sui tuoi capelli,
          vedo,
ha passato le dita il vento. Non lo amo il vento;
te lo ripeto. E poi, che te ne fai di tanti fiori? Quali
         fra tutti,
tra l’altro, ti regalò il fiorista? E magari nello specchio
del suo negozio è rimasta la tua immagine illuminata
         di lato
con una macchia blu sul mento. Non li amo i fiori.
         Sul tuo seno
un fiore grande quanto un giorno intero. Siedi dunque
         di fronte a me;
voglio guardare solo come pieghi il ginocchio, e star
         lí a fumare
finché cada la notte misteriosa e s’alzi magnetica sul
         nostro letto
una luna popolare da sabato sera, col violino, il salterio
         e un clarinetto. (G.Ritsos)
 

venerdì 5 ottobre 2012

risveglio

In principio il giorno ha la memoria di una farfalla
è l’ostaggio dell’oscurità che muore. Due fiocchi
di viola nel cielo, era un tempo vuoto e gemello
di una clessidra che sa
d’essere due lacrime dallo stesso occhio
che si baciano, due gocce
che non sanno di vivere nella stessa pioggia,
né di trattenere tanta polvere, che soffierà
. (M. de Santis)