Egli era dunque pienamente consapevole del suo ricercare e
cosciente della domanda che poneva a tutti i contenuti e a tutti gli aspetti
del mondo: è questo che cerco? Un giorno però vi fu una piccolissima svolta,
proprio una di quelle che, essendo molto piccole, provocano grandi mutamenti.
Egli cessò di chiedersi se avesse finalmente raggiunto l’obiettivo della sua
ricerca e si rese conto che un qualsiasi questo non poteva mai essere altro che
un nome attribuito a qualcosa che era in lui e non nel mondo esterno: e i nomi
altro non sono che suoni e fumo. In quel momento scomparve la separazione tra
soggetto e oggetto, come direbbero i filosofi. Il mondo non può privarci di ciò
di cui è privo, tornava a ripetersi con sua enorme meraviglia. E tornava a
ripetersi anche la frase per lui singolarmente ricca di significato: Io sono più io di mestesso.Improvvisamente capì che la ricerca era stata
la causa del suo non trovare , che nel mondo non si può trovare, e non si può
quindi avere, ciò che da sempre si è... (P. Watzlawick)
Chi ha
scorto l'universo, non può pensare a un uomo, alle
sue meschine gioie o sventure, anche se quell'uomo è lui. Non gl'importa
la
sorte di quell'altro, non gli importa la sua azione, poiché egli ora è
nessuno. (J.L.Borges)
Quella notte d’estate frinita di grilli
la luna interloquí disapparendo
tra le nubi costiere e subitanea
depose un’ombra nera dall’orto fino a noi.
Nella pozza del buio la tua parola
si ruppe e naufragò come una barca di carta
colta dal sasso d’un monito insensato.
Mai piú a lungo serrasti le mie dita.(L. Mariani)
Un sepalo e un petalo e una spina
in un comune mattino d'estate,
un fiasco di rugiada, un'ape o due,
una brezza,
un frullo in mezzo agli alberi -
ed io sono una rosa! (E. Dickinson )
"Sorriderti forse è morire,
porgere la parola
a quella terra leggera
alla conchiglia in rumore
al cielo della sera,
a ogni cosa - che è sola
e s'ama col proprio cuore." (A.Gatto)