martedì 29 novembre 2011

mercoledì 16 novembre 2011

sabato 12 novembre 2011

pas-tout

"
 "Chi abbraccia una donna è Adamo. La donna è Eva.
Tutto accade per la prima volta.
Ho visto una cosa bianca in cielo.
Mi dicono che è la luna, ma
Che posso fare con una parola e con una mitologia?
Gli alberi mi fanno un poco paura. 
Sono così belli.
I tranquilli animali si avvicinano perché
io gli dica il loro nome.
I libri della biblioteca sono senza lettere. Se li apro appaiono.
Sfogliando l’Atlante progetto la forma di Sumatra.
Chi accende un fiammifero al buio sta inventando il fuoco.
Nello specchio c’è un altro che spia.
Chi guarda il mare vede l’Inghilterra.
Chi pronuncia un verso di Liliencron partecipa alla battaglia.
Ho sognato Cartagine e le legioni che desolarono Cartagine.
Ho sognato la spada e la bilancia.
Sia lodato l’amore che non ha né possessore né posseduta,
Ma entrambi si donano.
Sia lodato l’incubo che ci rivela
che possiamo creare l’Inferno.
Chi si bagna in un fiume si bagna nel Gange.
Chi guarda una clessidra vede la dissoluzione di un impero.
Chi maneggia un pugnale prevede la morte di Cesare.
Chi dorme è tutti gli uomini.
Ho visto nel deserto la giovane Sfinge appena scolpita.
Non c’è nulla di antico sotto il sole.
Tutto accade per la prima volta, ma in un modo eterno.
Chi legge le mie parole sta inventandole. (J. L. Borges)

riversa verso

  
Nulla, una schiuma, vergine verso
solo a indicare la coppa;
così al largo si tuffa una frotta
di sirene, taluna riversa... ( S. Mallarmè)

martedì 8 novembre 2011

ad altezza d'occhi

 
 I tuoi acini d'oro,
i limoni perduti
nel grembo di altre donne
che ti hanno solo sognato.
Capita anche a me, Maestro,
di aver fatto l'amore
con quelli
che non ho mai conosciuto
(A. Merini)

domenica 6 novembre 2011

Restare nella parola

Ma qual era il tratto singolare di questo sguardo? Che cosa lo connotava?

Vedevo - e l'altro lo avvertiva - insieme a lui al contempo le sue cose: l'albero sotto il quale stava camminando, il libro che teneva in mano, la luce in cui stava, anche se era quella artificiale di un negozio; il vecchio dongiovanni con il suo vestito chiaro e il suo garofano in mano; il viaggiatore con il suo bagaglio; il gigante con il suo invisibile bambino sulle spalle; me stesso insieme al fogliame che arrivava turbinando dal bosco del parco; ciascuno di noi con il cielo sopra il suo capo.

E se queste cose non c'erano?

Allora la mia stanchezza le creava, e l'altro, sperso fino a quell'istante nel vuoto, sentiva intorno a sé da un attimo all'altro l'aura delle sue cose. (...) Grazie alla mia stanchezza il mondo si sbarazzava dei suoi nomi e diventava grande. ( P. Handke)



venerdì 4 novembre 2011

mutazione armonica

        "La poesia non è fatta di queste lettere
         che pianto come chiodi,
         ma del bianco che resta sulla carta" (P. Claudel)

martedì 1 novembre 2011

enjambement

  " Oggi sono perplesso, come  chi ha pensato e
                                                          trovato e scordato.
Oggi sono diviso fra la lealtà che devo
alla Tabaccheria dirimpetto, come cosa reale dal
                                                                       di fuori,
e alla sensazione che tutto è sogno, come cosa
                                                       reale dal di dentro" (F. Pessoa)