lunedì 31 ottobre 2011

...o troia o sposa

      Prima di tutto ce li hai i requisiti?
Ce l'hai
un occhio di vetro, denti finti o una gruccia,
un tirante o un uncino,
seni di gomma, inguine di gomma,

rattoppi a qualcosa che manca? Ah
no? E allora che mai possiamo darti?
Smetti di piangere.
Apri la mano.
Vuota? Vuota. Ma ecco una mano

che la riempie, disposta
a porgere tazze di tè e sgominare emicranie,
e a fare ogni cosa che gli dirai.
La vorresti sposare?
È garantita,

ti tapperà gli occhi alla fine della vita
e del dolore.
Con quel sale ci rinnoviamo le scorte.
Vedo che sei nuda come un verme.
Che te ne pare di questo vestito-

Un po' rigido e nero, ma niente male.
Lo vorresti sposare?
È impermeabile, infrantumabile, abile
contro il fuoco e imbombardabile.
Credi a me, ti ci farai sotterrare.

E adesso, scusa, hai vuota la testa.
Ho la cosa che fa per te.
Su, su, carina, esci fuori dal guscio.
Ecco ti piace questa?
Nuda per cominciare come una pagina bianca

ma in venticinqu'anni d'argento,
d'oro in cinquanta, potrà diventare.
Una bambola viva, sotto ogni aspetto.
Sa cucire, sa cucinare,
sa parlare, parlare, parlare.

E funziona, non ha una magagna.
Qua c'è un buco, che è una manna.
Qua un occhio, una vera visione.
Ragazzo mio, è l'ultima occasione.
La vorresti sposare, sposare, sposare? (Sylvia Plath)

giovedì 27 ottobre 2011

viaggio

Andremo, d'inverno, in un vagoncino rosa
con tanti cuscini blu.
Sarà dolce. Un nido di baci folli posa
nei cantucci molli.
Tu chiuderai gli occhi, per non vedere dai vetri
smorfiare l'ombre delle sere,
la plebaglia di démoni e di lupi tetri,
mostruosità arcigne e nere.
Poi la tua guancia graffiare si sentirà...
un bacetto, un ragno matto, ti correrà
sul collo...
Intanto tu mi dirai: "Cerca!", chinando a me la testa
- prenderemo tempo a scovare quella bestia
...che viaggia così tanto...
(A. Rimbaud)

mercoledì 26 ottobre 2011

Sera

 
 ...Tutto il giardino
è una luce soffusa
che rischiara la sera
ed è altresì un accordo
in mezzo al tumulto circostante.
Quel leggiadro orticello è un dì di festa
nella eternità della terra. (J. L. Borges)
 

domenica 9 ottobre 2011

ri volgere

C'è tanta solitudine in quell'oro.
La luna delle notti non è la luna
che vide il primo Adamo. I lunghi secoli
della veglia umana l'hanno colmata
di antico pianto. Guardala. E' il tuo specchio. (J. L. Borges)

mercoledì 5 ottobre 2011

le due asce

"Non poteva mettere in dubbio che quell'apparizione dovesse significare qualcosa, anche se era solo affiorata dalla sua anima nella nebbia di quel giorno. Ma cosa preannunciava?  Il bene o il male? A chi si possono raccontare queste cose, si domandò ancora. Nessuno è in grado di capirle, anche se forse di tutte le cose che ci capitano sono proprio queste le più importanti. Perciò siamo così soli"   ( A. Schnitzler) 

domenica 2 ottobre 2011

las sombras

 
Procura no dormir, Roberto, me digo... 
Aunque el sueño te  cierre
los párpados, prucura no quedarte dormido... Recuerda
        imágenes felices,
los cromos de México D.F., los poetas de hierro en el Café La
        Habana...
Pero no te duermas...
No dejes que el sueño cierre la puerta... Piensa en películas de
        terror: Freddy,
Jason, Norman, ¡el Demonio!... Pero no te duermas... Piensa
        en Drácula,
en Frankenstein, en el Doctor Sinuoso... Las sombras que
        recorrían
los párpados de aquella muchacha... Tirada sobre un sofá-
        cama... Y sólo
un biombo de seda la separaba de los Ojos... Recuerda
        adolescentes vagando
por los alrededores de Guadalupe: los tacos de carnita, el
        manto
de Juan Diego, los implorantes de rodillas... Qué hacías allí?
        Mirabas...
El tráfico de mota, los autobuses repletos, las tiendas de
        electrodomésticos,
los bares... Como entonces, haz un esfuerzo y vence al sueño...
        No dejes
que las sombras cierren (o abran) las puertas...