lunedì 28 marzo 2011

morso

        "Odo i loro passi, o la loro voce in fondo ai corridoi di pietra e corro lietamente incontro ad essi. La cerimonia dura pochi minuti. Cadono uno dopo l’altro, senza che io mi macchi le mani di sangue. Dove sono caduti restano, e i cadaveri aiutano a distinguere un corridoio dagli altri. Ignoro chi siano, ma so che uno di essi profetizzò, sul punto di morire, che un giorno sarebbe giunto il mio redentore. Da allora la solitudine non mi duole, perché so che il mio redentore vive e un giorno sorgerà dalla polvere. Se il mio udito potesse percepire tutti i rumori del mondo, io sentirei i suoi passi. Mi portasse a un luogo con meno corridoi e meno porte! 
Come sarà il mio redentore? Sarà forse un toro con volto d’uomo? O sarà come me?"                                                                    ( J.L. Borges)


domenica 27 marzo 2011

e quindi cento...




 Viviamo, mia Lesbia, e amiamoci
e ogni mormorio perfido dei vecchi
valga per noi la più vile moneta.
Il giorno può morire e poi risorgere,
ma quando muore il nostro breve giorno
una notte infinita dormiremo.
Tu dammi mille baci, e quindi cento,
poi dammene altri mille, e quindi cento,
quindi mille continui, e quindi cento.
E quando poi saranno mille e mille
nasconderemo il loro vero numero... (Catullo)

venerdì 25 marzo 2011

spes

Abele e Caino s'incontrarono dopo la morte di Abele. Camminavano nel deserto e si riconobbero da lontano, perché erano ambedue molto alti. I fratelli sedettero in terra, accesero un fuoco e mangiarono. Tacevano, come fa la gente stanca quando declina il giorno. Nel cielo spuntava qualche stella, che non aveva ancora ricevuto il suo nome. Alla luce delle fiamme, Caino notò sulla fronte di Abele il segno della pietra e lasciando cadere il pane che stava per portare alla bocca chiese che gli fosse perdonato il suo delitto. Abele rispose: <Tu hai ucciso me, o io ho ucciso te? Non ricordo più: stiamo qui insieme come prima>. <Ora so che mi hai perdonato davvero> disse Caino <perché dimenticare è perdonare. Anch'io cercherò di scordare>. Abele disse lentamente: <È così. Finché dura il rimorso dura la colpa>. (da Leggenda J. L. Borges)

lunedì 21 marzo 2011

Flora

                                                                                                     
   "Quanto ti sarà costato abituarti a me,
   alla mia anima sola e selvaggia, al mio nome che tutti allontanano.
    Abbiamo visto ardere tante volte l'astro baciandoci gli occhi
     e sulle nostre teste ergersi i crepuscoli in ventagli giranti.
Le mie parole piovvero su di te accarezzandoti.
Ho amato da tempo il tuo corpo di madreperla soleggiata.
Ti credo persino padrona dell'universo.
Ti porterò dalle montagne fiori allegri,copihues,
nocciole oscure, e ceste silvestri di baci.
Voglio fare con te
ciò che la primavera fa con i ciliegi" 
 ( P. Neruda)

sabato 19 marzo 2011

danza

"Se la realtà è come un sogno, dobbiamo agire senza subirla, così come facciamo in un sogno lucido, ben sapendo che il mondo è quello che crediamo che sia" ( A. Jodorowsky)

giovedì 10 marzo 2011

teoria profana

   « L'uomo è la misura di tutte le cose, di quelle che sono in quanto sono e di quelle che non sono in quanto non sono »                                                                                                              ( Protagora)                                                                  

mercoledì 9 marzo 2011

...prati estivi...

"Dall'età di sei anni ho la mania di copiare le forme delle cose, e dai cinquant'anni publico spesso disegni, tra quel che ho raffigurato in questi settantanni non c'è nulla degno di considerazione. A settantatrè ho un po' intuito l'essenza della struttura di animali, uccelli e pesci, della vita di erbe e piante e perciò a ottantasei progredirò oltre; a novanta ne avrò approfondito ancor più il senso recondito e a cento anni avrò forse veramente raggiunto la dimensione del divino e del meraviglioso. Quando ne avrò centodieci, anche solo un punto o una linea saranno dotati di vita propria..." (K. Hokusai)

mercoledì 2 marzo 2011

banchetto

 "Tempo verrà 
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato 
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognun sorriderà al benvenuto dell'altro
e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato   
per tutta la vita, che hai ignorato..." ( D. Walcott)




martedì 1 marzo 2011

arduous climbs


" Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
ed ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, nè più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milione di scale dandoti il braccio non perchè con
quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perchè sapevo che di noi due
le solo vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue"(E. Montale)