"Dalle mani del maestro Peter Gast al pianoforte si sprigionavano suoni stupendi, poderose cascate di note, che si impadronirono dell'infermo come per magia e, simili a una scossa elettrica, fecero sussultare il suo organismo. Una beata estasi gli si dipinse in volto, tutto il suo corpo vibrava in preda a febbrile agitazione - ecco che una nuova vita pervase le mani diafane e paralizzate. Esse ruppero le catene del torpore e si mossero l'una contro l'altra nel gesto dell'applauso" (H. Althaus, Nietzsche, una tragedia borghese, ed. Laterza 1994)

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